Il Tirreno

Pisa

A picco la “Ferrari della plastica”

di Danilo Renzullo
A picco la “Ferrari della plastica”

Licenziamenti all’ex Zetaplast: sit-in di protesta dei dipendenti senza stipendio

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VECCHIANO. Era considerata la “Ferrari” del settore della produzione di manufatti in plastica. Nel tempo, però, quel meccanismo quasi perfetto che negli anni ha prodotto ricchezza ed occupazione per l'intero territorio, si è inceppato. La Industria Stampaggio Polimeri srl di Migliarino (ex Zetaplast) chiude e lascia a casa 54 operai. Gli stessi che ieri mattina erano rappresentati ad un presidio di protesta davanti alla sede di via Nuova. Nessuna bandiera, nessuno slogan. Insieme ai rappresentanti sindacali e al sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi, gli operai hanno urlato la loro rabbia per un licenziamento inaspettato e dalle insolite modalità. «Una chiusura anomala», sottolinea Marcello Familiari della Femca-Cisl. Gli operai hanno ricevuto la lettera di licenziamento durante il periodo di ferie, «senza alcun preavviso e con lettere individuali, nonostante un licenziamento collettivo», prosegue Familiari. «Nonostante le difficoltà – aggiunge il rappresentante sindacale – non è mai stata paventata la chiusura. Quella comunicata ad agosto è un'azione improvvisa da parte di un'azienda non credibile, perché alle tante promesse dei mesi scorsi non sono seguiti fatti, se non la chiusura».

Nonostante quella che si preannuncia una vertenza lunga e difficile, il fronte operaio appare però già spaccato. Al presidio ha partecipato solo la metà dei dipendenti licenziati. «Gli altri – accusano i presenti al sit-in – credono ancora alle favole che l'azienda racconta». Da mesi i lavoratori ricevono rassicurazioni sulla tenuta aziendale ed occupazionale, dopo che, tra il 2011 e 2013, il volume inizia lentamente a calare. Due anni fa, la Zetaplast smette ogni attività sul territorio pisano (anche se il nome continua a campeggiare sullo stabilimento) a seguito della cessione del ramo d'azienda all'Industria Stampaggio Polimeri, che produce manufatti in plastica per varie aziende italiane, tra cui anche la Zetaplast. Lo scorso settembre, gli operai hanno accettato un contratto di solidarietà «convinti – dicono – che il nostro sacrificio potesse con il tempo risollevare le sorti della ditta». Sforzi resi inutili da quella che considerano una «gestione fallimentare». «Una crisi pesante ed inaspettata – sottolinea il sindaco Giancarlo Lunardi –. Chiediamo all'azienda di ritirare i licenziamenti ed avviare una trattativa per cercare una soluzione». Il primo cittadino ha avvisato la Regione della crisi aziendale e, se necessario, si dice pronto a convocare un consiglio comunale con la cittadinanza per sostenere la lotta per la difesa dei posti di lavoro, «perché – sottolinea Lunardi – la soluzione individuata dall'azienda è inaccettabile». Due le strade che percorreranno i sindacati. «Da una parte – spiega Domenico Contino della Filctem-Cgil – la classica azione sindacale con la richiesta di un tavolo regionale; dall'altra la richiesta agli organi competenti di verificare gli aspetti di questa azienda che non tornano: dai passaggi societari a quelli dei rappresentanti». Nonostante la chiusura e il licenziamento di massa, Mario Vitarelli, amministratore della società fino allo scorso aprile, considera il presidio di ieri un'azione messa in atto da pochi facinorosi. «È una partita che conosco, ma che non dipende da me – specifica –. Contatterò l'azienda per sapere se ci sono i margini per una soluzione diversa. Questa situazione conflittuale è probabilmente accesa da pochi soggetti, perché i rapporti con i dipendenti e i sindacati sono sempre stati buoni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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