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«A 48 anni mi ritrovo a vivere con mia madre»

«A 48 anni mi ritrovo a vivere con mia madre»

Le difficoltà con le scadenze dei pagamenti tra i racconti dei lavoratori in strada Alessandro: «Mentre noi siamo qui, gli amministratori se la godono in barca»

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VECCHIANO. La disperazione oltre la rabbia. L'incubo di finire in strada, senza stipendio né un'alternativa lavorativa, è lo spettro che aleggia tra gli operai che ieri mattina si sono riuniti in presidio davanti alla sede dell'Industria Stampaggio Polimeri per protestare contro la chiusura dello stabilimento e i licenziamenti e rivendicare gli stipendi arretrati che aspettano di ricevere da mesi (con somme che oscillano dai 3.000 ai 6.000 euro).

«Pensavo di andare in pensione con questa azienda. A 48 anni mi ritrovo invece disoccupato – racconta Sandro Davini, assunto nel 2003 prima come operaio e poi come tecnico per assistenza clienti –. Ero in ferie quando è arrivata la lettera di licenziamento: un'amara sorpresa, anche perché nessuno ci aveva avvertito di questa improvvisa chiusura. Ho le rate dell'auto da pagare e un altro finanziamento da saldare. Sono in difficoltà – prosegue –. Ho una figlia di 13 anni e mi ritrovo a vivere con mia madre perché non riesco a far fronte a tutte le spese. L'aspetto peggiore è non riuscire ad accontentare le piccole richieste di mia figlia».

«Hanno giocato con le nostre vite e questo è inaccettabile», accusa invece Michele Merone, 48 anni, assunto nel 2005 come addetto allo stampaggio. «Ho un figlio e una moglie che lavora in una cooperativa che ha difficoltà a corrispondere gli stipendi – dice –. Ci hanno hanno sempre promesso un rilancio dell'attività e il versamento degli stipendi, senza però mai farlo. A quasi 50 anni è difficile, se non impossibile, trovare un nuovo lavoro. Ho un finanziamento in atto da pagare e non so come andare avanti: pretendo i cinque mesi di stipendi che avanzo».

Nonostante la crisi, secondo gli operai, quello della produzione di manufatti in plastica, e in particolare la realizzazione di serbatoi in plastica per le acque in cui è specializzata l'Industria Stampaggio Polimeri, è un settore dove c'è poco concorrenza ed imputano la crisi in cui è caduta l'azienda di Migliarino ad una «gestione completamente fallimentare».

Alessandro Mencucci, 50 anni, da dieci addetto nel reparto montaggio dell'azienda, come tanti altri aspetta di ricevere gli stipendi arretrati (cinque). «Ho tre figli – racconta –. Sono separato da mia moglie e ho un finanziamento da pagare, ma non riesco ad erogare nemmeno l'assegno di mantenimento per i miei figli. Mentre siamo qui a protestare contro la chiusura e i licenziamenti, i nostri amministratori sono sulle barche a vela al largo di Marina: vogliamo quello ci spetta».

(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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