Il dolore
Sassi e materiali edili lungo il marciapiede
PISA. Dopo il detto toscano “esser alle porte co’ sassi”, in via Mazzini se n’è coniato un altro e cioè “esser ai marciapiedi co’ sassi”. E’ l’ennesimo episodio di mala gestione del cantiere che...
PISA. Dopo il detto toscano “esser alle porte co’ sassi”, in via Mazzini se n’è coniato un altro e cioè “esser ai marciapiedi co’ sassi”. E’ l’ennesimo episodio di mala gestione del cantiere che porterà nuovo asfalto e nuovi allacci fognari - peraltro attesissimi - in via Mazzini e via Battisti. Il cantiere ogni giorno riserva sorprese a quanti abitano, lavorano e passano da via Mazzini e via Battisti. Come il riversare e lo stoccare di sassi e vari materiali edili lungo il marciapiede di via Mazzini. Marciapiede che non è recintato dal cantiere e che dovrebbe essere percorribile. Di fatto non lo è. Tanto per facilitare la vita a chi vive lì, gli stessi materiali edilizi accumulati si trovano anche tra un cassone e l’altro. Le persone camminano in mezzo alla strada e quel tratto è percorso anche dalle auto a differenza di quello più verso lungarno Gambacorti, che è chiuso al traffico.
Al di là della pericolosità per chi è costretto a camminare in strada, c’è da sottolineare che quei sassi sono alla mercé di tutti per farne ciò che uno vuole. La pericolosità è evidente anche per chi ha bambini e per gli anziani. Dopo quindi le fogne a cielo aperto (problema risolto), ora ci sono anche i sassi che sono indicati da insufficiente segnaletica e non sono recintati o protetti.
Le problematiche di quel cantiere sono state segnalate dal Tirreno già il 15 agosto e poi il 4 di settembre. In nessuno dei due articoli si è mai messa in dubbio la necessità e l’utilità dei lavori, bensì si è sempre sottolineato l’inadeguatezza del cantiere e le evidenti problematiche insite nelle modalità di realizzazione dei lavori.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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