Il Tirreno

Pisa

Da campo sportivo a parcheggio Duello sull’Abetone

Il vicesindaco: niente bus ma area per navette, auto e bici Ucic: no alla cementificazione, sì al riutilizzo delle caserme

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PISA. Un’area di sosta a servizio del futuro polo culturale della Cittadella (con al centro il museo delle antiche navi) al posto del campo sportivo Abetone. L’idea, lanciata dal vicesindaco Paolo Ghezzi, dovrà ora essere approfondita dagli uffici comunali. Obiettivo: «Un possibile nuovo inquadramento dell’area oggi utilizzata come impianto sportivo anche ai fini di favorire la sosta a servizio del complesso», in un’area «di grandi investimenti per favorire economia, sviluppo turistico e culturale», spiega Ghezzi tenendo aperte più porte sulle modalità di realizzazione di questo progetto. Contrario il gruppo Una città in comune-Rifondazione comunista: «No alla cementificazione del campo dell’Abetone».

Da campo a parcheggio. L’esigenza di individuare una nuova area, con il museo delle navi prossimo all’apertura, deriva dall’impossibilità di avere ora a disposizione (come da piano originario con il cosiddetto “progetto caserme”) la vicina Bechi Luserna, dove era previsto il trasferimento del terminal turistico. Ovvero il parcheggio dei grandi bus. Ghezzi sottolinea: «Non ci sono, per ora, né scelte e né decisioni». La richiesta agli uffici è di un piano complesso che parte da un presupposto: «E’ fuori di dubbio che lo storico complesso sportivo dell’Abetone sia in contrasto funzionale con questo contesto di recupero dell’intera area e con gli investimenti degli ultimi anni sul complesso delle mura medievali che, è bene ricordarlo, fungono ancora oggi da “delimitazione” del campo da calcio ad appena un metro dalla linea laterale. E’ quindi naturale ragionare delle funzionalità primarie che tutti questi investimenti richiedono e di come completare percorsi di valorizzazione dell’intera zona e delle mura». Anche se, aggiunge il vicesindaco, «non è da dimenticare la rilevanza storica che l’impianto sportivo ha assunto nell’arco dell’ultimo secolo. Se le città possono cambiare nel tempo, la memoria va conservata e le testimonianze valorizzate».

Navette e auto. Ma su cosa si basa l’idea per lo spazio dell’Abetone? Ghezzi spiega: «Un’area immersa nel verde in continuità con il nuovo parco della Cittadella e con spazi di manovra, salita e discesa per frequenti servizi navetta destinati ai fruitori del complesso magari da inserire tra gli oneri di chi si aggiudicherà il bando di gestione; favorendo la mobilità dolce, prevedendo terminal per biciclette e stazioni Ciclopi, una proporzionata e controllata area di sosta auto per operatori, visitatori e fruitori dei complessi recuperati e dell’area verde della Cittadella. Quando ci sarà un progetto ne discuteremo prima in giunta e poi, se ritenuto adeguato, anche pubblicamente».

Stop al progetto caserme. Dice no ad un’eventuale terminal per bus turistici il gruppo Una città in comune-Prc. Ma, al di là delle prime valutazioni, l’idea dell’amministrazione comunale è diversa. Però per il gruppo Ucic il cambio Abetone-parcheggio significa soprattutto che «il progetto caserme non troverà mai realizzazione». Nella nota si legge anche: «La giunta Filippeschi pur di non riconoscere il fallimento di questa scelta, da noi sempre osteggiata, continua pubblicamente a far finta che si possa andare avanti su questa strada, e al contempo spende soldi e tempo degli uffici per progettazioni alternative». Se da un lato l’amministrazione, aggiungono, «colpevolmente continua a permettere che il Distretto 42 (ex distretto militare) resti nell’abbandono, rifiutando qualsiasi confronto con la proposta di recupero sociale dell’area avanzata dal Municipio dei Beni Comuni con un progetto partecipato, dall’altro pensa ad una mostruosa cementificazione al campo dell’Abetone privando la città di uno spazio aperto e verde e per di più sotto le mura in corso di recupero. Porteremo già giovedì la vicenda in consiglio comunale con un question time». Infine, la richiesta: «E’ venuto il momento di ritirare la firma del Comune dal protocollo del Progetto Caserme visto che è di fatto tramontato e riaprire una discussione pubblica sull’utilizzo di queste aree, a partire dall’immediato riutilizzo a fini sociali del Distretto 42».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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