La protesta
Via alle auto dopo la frana
Vecchiano: via dei Salcetti, tra Nodica e Filettole, era chiusa dall’aprile 2013
VECCHIANO. Sono passate le dodici da pochi minuti quando un taglio netto di forbici fa calare a terra il nastro tricolore. Si tratta, soprattutto, di un taglio netto con il passato. Con la paura e con i disagi.
Con la paura provata all’alba di quel 3 aprile 2013, giorno in cui un costone di collina si sfracellò al suolo, inghiottendo in un solo boccone la strada sottostante e arrivando a lambire l’autostrada Firenze-Mare che scorre parallela a pochissimi metri. E con i molteplici e lunghi disagi conseguenti, a causa appunto della chiusura al traffico dell’arteria, via dei Salcetti in località Legnaio, lungo il tratto che collega Nodica a Filettole. Un divieto di accesso lungo due anni e mezzo. Gli abitanti delle due frazioni hanno cominciato ad avere timore che il giorno della riapertura non arrivasse più.
Ed invece, siamo arrivati allo smantellamento del cantiere e alla rimozione dei cartelli di pericolo e delle transenne. I lavori sono durati tantissimo, anche perché si è trattato di un intervento particolarmente impegnativo. Non è stato affatto facile rimettere in sicurezza quel versante roccioso, per giunta facente parte di un terreno di proprietà privata. Il titolare è attualmente in causa con il Comune. Quest’ultimo, infatti, fu costretto ad intervenire economicamente al suo posto per la prima parte del ripristino.
Il direttore dei lavori, l’ingegner Giambattista Bonaldi, e il geologo Paolo Allagosta guardano in alto e scrutano, stavolta non più con aria preoccupata bensì con piglio fiero e orgoglioso, quel pezzo di montagna risanata. «Ne hanno abbattuta più di metà – dice un anziano del paese – ma era da fare, era per il nostro bene».
«L’intervento complessivo – spiegano Bonaldi e Allagosta – ha attraversato tre diverse fasi. La prima è stata relativa alla demolizione della parte più pericolosa, la seconda ha riguardato la salvaguardia del tratto autostradale e la terza l’opera di consolidamento. Per abbattere gli speroni pericolanti sono stati utilizzati degli enormi escavatori e dei maxi martelli, evitando la minima esplosione per non creare ulteriori problemi all’autostrada. Ad eseguire i lavori è stata un’associazione temporanea d’impresa costituita dalla “Del Debbio spa” e dalla “Geo Alpi Italiana srl”, azienda dolomitica specializzata nel consolidamento di versanti montuosi».
I conti li ha fatti il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi e se li ricorda bene: «Inizialmente – dice – è stato il Comune a tirar fuori 215mila euro, successivamente c’è stato il prezioso supporto della Regione Toscana, che ha stanziato la cifra di 450mila euro».
E non è assolutamente un caso che il primo cittadino abbia deciso di dividere la scena del taglio del nastro con una rappresentante della Regione, nell’occasione la giovane consigliera del Partito Democratico Alessandra Nardini.
Soddisfatta del lavoro fatto anche l’Autorità di Bacino del Serchio, presente con l’ingegner Nicola Del Seppia: «Da tempo l’’area in questione – ricorda – era stata individuata come pericolosa. Da noi era stata infatti cartografata con il rischio P4. Nella fase successiva alla frana il nostro ente ha dato il proprio contributo nella fase di attuazione del progetto chiedendo e ottenendo varie integrazioni per quanto riguarda la sicurezza. Infine, abbiamo dato il parere che ci spetta per competenza».
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