Sicurezza
Cup ancora in ferie, la rabbia degli utenti
Il Centro prenotazioni di via Garibaldi doveva riaprire di sabato ma non c’era traccia dei dipendenti agli sportelli
PISA. Il primo è stato Lorenzo, arrivato qui alle 8. Le porte scorrevoli del Cup di via Garibaldi si sono aperte come ogni giorno. «Dovevo prenotare una visita cardiologica, ero convinto di trovare aperto», racconta con gli occhi sgranati e l'impegnativa che sventola in una mano. Ha trovato tutto deserto. Agli sportelli le tapparalle chiuse, su un vetro un foglio appiccicato con scritto "chiuso" a pennarello blu, la sala d'attesa con le poltroncine arancioni vuota. Tracce dei dipendenti dell'Asl 5: nessuna. Ha pensato di essersi sbagliato o di vivere davvero in una specie di Sliding doors.
Oltrepassi la porta, varchi una linea spazio temporale e… bum, siamo di nuovo ad agosto. Sì perché il Centro unico di prenotazione del presidio sanitario a due passi da Cisanello, quello più importante e frequentato a Pisa, oggi che è sabato sarebbe dovuto essere regolarmente aperto.
Invece sono le 10 e ormai sembra chiaro a tutti che l'azienda abbia beffato i suoi utenti. E quel che è più strano è che è tutto aperto, perfino gli uffici amministrativi. Chiunque potrebbe entrare e portarsi via computer, stampanti, telefoni, monitor, documenti. «C'è scritto qui, guardi - si fanno avanti Valentina Massaro e Pompeo Vitiello che sono appena arrivati - Guardi il cartello, questo è l'orario estivo, è chiarissimo: dal 6 luglio al 31 agosto il Cup di mattina è aperto dal lunedì al venerdì, ma oggi è il 5 settembre!». «Ecco, c'è il cartello là - si fa avanti Imma - sotto l'insegna della radiologia, guardate». C'è scritto bello grosso: “Orario Cup, dal lunedì al sabato tutte le mattine dalle 8 alle 12”. Nel frattempo si è radunato un bel gruppo di utenti, e quando tutti vedono il foglio, l’atmosfera si surriscalda. Questo ufficio è il front office della sanità pisana. Qui si viene per prenotare visite specialistiche e ambulatoriali in tutti gli ospedali della provincia, per scegliere, rinnovare o cambiare il medico di famiglia o sbrigare altri tipi di pratiche amministrative. «Mi hanno mandato qui dal centro prelievi del Santa Chiara, dovevo attivare il cip elettronico della tessera sanitaria per accedere all’Isee, e ora?!». «Ma come è possibile?! Io avevo chiamato in questi giorni, mi avevano assicurato che sarebbe stato aperto, che avrebbero ripreso con l’orario istituzionale. Durante la settimana lavoro, non posso venire in un altro giorno», sbotta Lorenzo. «Bella la vita del dipendente pubblico eh. È uno scandalo, scusate. Io devo cambiare il pediatra a mio figlio ed è impossibile farlo per telefono, dovrò prendermi un permesso per tornare. È questa la sanità d’eccellenza della Toscana?», si arrabbia Michael Morelli. Arrivano persone in continuazione, in tutta la mattina almeno in 150 sono entrati e usciti mostrando la stessa carrellata di espressioni: si affacciano con sguardo perplesso provando ad abbozzare qualche domanda alla disperata ricerca di una rassicurazione e, dopo aver ricevuto la notizia, la stessa smorfia di rassegnazione. Solo dopo qualche secondo di riflessione la concretezza del disservizio fa esplodere quasi tutti nello stesso modo. E allora il vuoto pneumatico dal Cup risuonano gli sfoghi di una (comprensibili) incazzatura. Sembra di stare a un vaffa day.
Così Sliding doors, i pisani vanno e vengono, arriva Chiara da Bientina, Michele Riubino che di tempo, nei giorni feriali, proprio non ne ha, Elena Dori doveva prenotare un vaccino, Roberto da Marina, Gigliola Ciacchini entra ed esce, pur di avere informazioni sale anche ai piani, verso gli ambulatori: «Niente - dice sconsolata scendendo - ho trovato personale solo all’hospice».
Passano tre infermiere dell’assistenza domiciliare: «Avete ragione ad arrabbiarvi, ci hanno detto che sarà chiuso di sabato fino a settembre. Dovrebbero esserci dei fogli». I fogli sarebbero gli A4 appiccicati ai vetri degli sportelli. Scritti in piccolo, sembra un copia e incolla dell’orario estivo, senza nessun avvertimento che specifichi che si tratta variazioni all’orario istituzionale. «Nessun avviso evidente, né qui né sul sito online - dice Michele Tedeschi - Non c’è nessuna giustificazione. Nessuna scusa che tenga».
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