La manifestazione
Trans sempre più aggressive lungo la statale Aurelia
SAN GIULIANO. E’ una sottile e precisa linea di demarcazione quella che separa i confini territoriali tra trans e prostitute lungo l’Aurelia, in località Madonna dell’Acqua. Regole molto severe che...
SAN GIULIANO. E’ una sottile e precisa linea di demarcazione quella che separa i confini territoriali tra trans e prostitute lungo l’Aurelia, in località Madonna dell’Acqua.
Regole molto severe che delimitano i campi di azione alla luce soprattutto dell’incremento dei flussi registrati dalla prostituzione femminile nella stagione estiva.
Slave, russe e rumene sono sempre più addensate lungo il perimetro del nuovo Centro Conad con tendenza ad espandersi verso l’hotel California ed i confini con Pisa, con presidi ormai fissi all’imbocco di via Camodavela, che porta al poligono di tiro al piattello.
Qualcuna più intraprendente si posiziona seduta addirittura sopra la pompa di benzina palesando atteggiamenti scostanti ed aggressivi che creano oggettivi disagi al viaggiatore che si ferma per il solo rifornimento.
Riservata alle africane la zona centrale che dal ristorante “Da Inaco” arriva fino al sottopassaggio autostradale, mentre decisamente “conflittuale” ed a rischio rimane il tratto dell’Aurelia che arriva fino al ristorante “Da Ugo”, sul ponte di Migliarino, difeso a spada tratta da trans maneschi che non disdegnano azioni punitive quanto esemplari soprattutto per le africane che tendono ad allargare il proprio orizzonte di azione verso Migliarino.
Già alcuni trans arrivano nei dintorni del ristorante “La Rota” e sembrano appartenere allo zoccolo duro della categoria creando problemi non solo per alcuni clienti, ma per le stesse forze dell’ordine durante le ordinarie politiche di controllo del territorio.
Problemi anche per alcuni residenti di via delle Murella per le incursioni notturne di auto anche nelle vicinanze delle case con dispersione finale di carte, fazzoletti e bottiglie al termine delle prestazioni convenute.
Tante le proteste che arrivano alle amministrazioni comunali e agli altri enti locali da parte di cittadini che abitano nei pressi e che devono fare i conti con certe situazioni. Quanto avviene in queste zone è sotto gli occhi di tutti, ma contrastare il fenomeno è assai complesso.
Luciano Bartalini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
