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Pisa, terrore sull'aereo Germanwings, al pilota tremava la voce: "Abbiamo un problema..."
Una passeggera: "Ho temuto di precipitare in mare". Il giallo della partenza in ritardo e l’odore acre dalle bocchette dell’ossigeno
PISA. «Anche al pilota tremava la voce, “Abbiamo un problema, atterreremo a Pisa, abbiamo un problema..”, diceva in tedesco e in inglese. È stato terribile, a un certo punto, mentre eravamo in fase di atterraggio ho temuto che saremmo precipitati in mare. Mi sono anche alzata, non ce la facevo più, e ho chiesto “Ma cosa sta succedendo, così ci schiantiamo!”». Una maglia viola, un paio di jeans e un cagnolino al guinzaglio. Monia, 23 anni, casertana ci vola tre o quattro volte all’anno con la Germanwings, «è l’unica compagnia che faccia salire a bordo i cani e io e il mio compagno ne abbiamo uno, ma ora basta. Ho avuto paura».
L’Airbus A319-132 si è posato sulla pista del Galilei un’ora fa, alle 17.30, a lei tremano ancora le mani. In una tormenta il pass che il personale del Galilei ha consegnato a tutti i passeggeri del volo per entrare ed uscire dalla sala di attesa, nell’altra il guinzaglio del suo bassotto. «Ci viviamo da cinque anni a Colonia - continua - Ma ora io lassù non ci rimonto, ci hanno detto che forse lo aggiustano e ci fanno ripartire. Non se ne parla nemmeno, in Germania ci vado in treno». Anche lei è spaventata, ha visto molte persone in preda al panico, «e nel panico ci sono andate anche le hostess - racconta Susanna, romana, che lavora a Berlino in un McDonald’s - una l’ho vista, disperata, in lacrime. Non la dimenticherò mai, aveva gli occhi azzurri, piangeva a dirotto, singhiozzava. Forse per non allarmare i passeggeri si era nascosta dietro la porta del bagno, io non ce la facevo più. Lo so che sarei dovuta rimanere al mio posto, ma mi sono alzata e sono andata a vedere cosa succedeva».
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«Se ho avuto paura? Non immaginate quanta. E non sapere niente di ciò che accadeva è stato ancora peggio», dice Francesco Pagliuca, trentenne napoletano. A Colonia ci vive e lavora, è appoggiato al muro vicino alle porte degli “Arrivi”. Fuma nervosamente. Prova a scaricare la tensione. E racconta. «Siamo partiti in ritardo di quasi un'ora, e già questo ci è parso strano. Poi appena decollati dalle bocchette dell'aria condizionata sopra la nostra testa abbiamo sentito uscire un odore come di fumo. A quel punto abbiamo visto anche l'agitazione del personale di bordo». Le procedure in cabina sono scattate subito. Per Francesco il resto del viaggio «è proseguito nel terrore. È decollato, ma non sembrava riuscire a prendere quota, a un certo punto c’è stata una turbolenza, uno scossone, poi la discesa, veloce, non capivamo cosa stesse succedendo, ci è stato solo detto che saremmo atterrati all'aeroporto di Pisa. Così è stato dopo poco. Abbiamo visto arrivare le ambulanze e le camionette dei vigili del fuoco». Francesco si ferma, una pausa. «Scusate, ma sono ancora sotto choc, me la sono quasi fatta sotto».
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Con lui è uscito a fumare David, anche lui 30 anni, era a pochi posti di distanza eppure sembra aver volato su un altro aereo: «Ah, non è stato affatto terribile, un paio di scossette, niente di più. Sono in vacanza e voglio godermela, un viaggio in varie tappe europee». Ha preso l'imprevisto in tutt'altro modo. «Paura? Macché, ho solo bisogno di fumare una sigaretta - dice sorridendo - Non sono piombato nel panico. Semplicemente ci hanno fatto scendere a Pisa, speriamo di riprendere il viaggio quanto prima. Altrimenti resto qua, magari faccio un giro in città. È bella?». Vallo a dire ad Apostolina, 20 anni, diretta in Germania dalla Grecia. «Io ci ho pensato, non so perché, in fondo questa compagnia è seria, sicura, ma Lubitz, quel copilota delle Alpi, sì ci ho pensato. Ora vi saluto. Spero tanto di riuscire a dormire sul prossimo volo».
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