Il Tirreno

Pisa

In classe tra ponteggi e operai

di Danilo Renzullo
In classe tra ponteggi e operai

I lavori agli edifici della Provincia saranno eseguiti dopo l’inizio delle lezioni

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PISA. Sarà una anno scolastico tra ponteggi e operai quello che attende parte degli alunni delle scuole superiori pisane.

La Provincia sta infatti effettuando le gare di appalto per affidare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici di sua competenza. Interventi che, rispetto agli anni scorsi - quando i cantieri (piccoli, medi e grandi) venivano allestiti durante il periodo estivo -, partiranno non prima di novembre e quindi in concomitanza con le attività scolastiche. La situazione di emergenza che vivono le Province e l'approvazione a luglio del bilancio dell'ente di piazza Vittorio - «quando con tanta fatica siamo riusciti a recuperare qualche risorsa per l'edilizia scolastica», precisa l'ingegnere Genoveffa Carluccio, dirigente servizio scuola e patrimonio della Provincia di Pisa - non hanno permesso di iniziare i lavori durante la pausa estiva, quando sono stati invece eseguiti solo interventi di manutenzione di modesta entità (tinteggiature, adeguamenti di spazi per ricavare nuove aule, sistemazione impianti). «Interventi indispensabili per garantire un minimo di decenza», sottolinea Carluccio.

La Provincia è riuscita a stanziare per l'edilizia scolastica risorse per un totale di circa 1,3 milioni di euro (di cui circa 400.000 euro per gli istituti superiori di Pisa e 310.000 euro per la messa in sicurezza del complesso scolastico “Concetto Marchesi”). «Stiamo lavorando per partecipare a vari bandi, con la speranza di recuperare risorse esterne, perché come Provincia non abbiamo soldi a disposizione», ammette il dirigente dell'ente di piazza Vittorio. Ma qual è lo stato delle strutture scolastiche?

«Non abbiamo un'edilizia scolastica di ottima qualità, ma la situazione non è pessima anche se presenta numerose criticità», risponde Carluccio. «La peggiore riguarda sicuramente Pisa», aggiunge, ed in particolare i complessi scolastici “Concetto Marchesi” e “Fascetti”. Nel resto della provincia, gli edifici presentano invece condizioni «abbastanza buone». Il disagio maggiore che caratterizzerà il nuovo anno scolastico sarà probabilmente la scarsa disponibilità di aule: i dirigenti scolastici stanno organizzando gli orari in maniera funzionale per organizzare la “turnazione” delle classi nelle aule a disposizione. Con il 71% degli edifici costruiti prima del 1975, la provincia di Pisa presenta strutture tra le più vecchie in Toscana. Questa, almeno, la fotografia scattata dal ministero dell'Istruzione che, attraverso un censimento degli edifici scolastici, ha passato ai raggi x il patrimonio scolastico del Paese. Dall'indagine emerge che il 44,3% delle scuole di Pisa e provincia (di ogni ordine e grado) non ha il certificato di agibilità (anche se il Miur specifica che gli edifici costruiti prima del 1971 non sono obbligati ad averlo).

Per ottenerlo è indispensabile aver effettuato il collaudo statico: solo il 57% delle scuole pisane è in possesso del relativo certificato che attesta l'effettuazione e il buon esito del collaudo. Il 67,5% degli edifici è in possesso di un piano di emergenza e nel 66,3% delle strutture è stato redatto il documento di valutazione del rischio.

L'indagine del Miur dimostra anche la poca attenzione delle scuole pisane sul fronte dell'efficienza energetica: solo nel 54% degli edifici sono stati adottati accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici. La provincia di Pisa si dimostra virtuosa invece sul fronte dei trasporti: l'81% delle scuole è infatti dotato di un buon sistema di collegamento.

«Le criticità, almeno quelle che riguardano le strutture di competenza della Provincia, non possono essere risolte mantenendo gli enti nello stato in cui si trovano – aggiunge Carluccio -. Facciamo il possibile per mettere in sicurezza gli edifici: in questi anni, ad esempio, siamo riusciti ad eliminare quasi tutto l'amianto presente nelle varie strutture». La Provincia ha partecipato con 11 progetti al bando della Regione per accedere ai finanziamenti statali concessi attraverso i mutui agevolati Bei (Banca europea per gli investimenti). Solo tre, per il momento, quelli finanziati (che riguardano il Fascetti e altri due istituti di Pontedera).

«La situazione – conclude Carluccio - andrà sempre peggiorando, perché non abbiamo la possibilità di investire e di accedere a mutui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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