Proteste
Renziani e sinistra, si accende il duello
Elezione del segretario cittadino: da una parte si punta su Giovanni Viale, dall’altra si propone Antonio Dell’Omodarme
PISA. La pausa estiva è ormai alle spalle, le feste dell’Unità si susseguono tra dibattiti e sorrisi, mentre nelle segrete stanze il gran duello è ricominciato. Anche a Pisa, roccaforte della sinistra Pd, i renziani continuano a mettere tasselli. La giunta Filippeschi, nella parte dei democratici, schiera l’assessore cuperliano Ferrante e la lettiana Zambito, mentre tutti gli altri hanno come riferimento il premier fiorentino. Recente l’elezione di Alessio Lari, sindaco di Buti e renziano doc, come segretario provinciale del partito. Il prossimo passo è quello che riguarda il segretario cittadino, ruolo ancora vacante. Tutte premesse che apriranno manovre e battaglie per il prossimo candidato a sindaco, anche se Marco Filippeschi è proprio ora appena a metà mandato.
I nomi. La questione del segretario cittadino, dunque. Se l’elezione di Lari, pur non liscissima, alla fine non si è rivelata nemmeno complicatissima, dentro le mura pisane la faccenda si complica. Renziani e dalemiani si sono già divisi il fronte, proponendo - anche se ancora non formalmente - i rispettivi alfieri. I nomi sono quelli di Giovanni Viale, ex assessore comunale e attuale braccio destro di Filippeschi in versione presidente della Provincia, e di Antonio Dell’Omodarme, ex consigliere comunale, per la sinistra Pd; quest’ultimo invece, scrivendo una lettera pubblica, ha apertamente espresso le sue intenzioni e motivazioni.
Vecchio e nuovo. «Una sfida tra vecchio e nuovo Pd», sintetizza qualcuno, subito rimbrottato da chi non vuol sentire parlare di divisioni nel partito. Sta di fatto che la contesa, pur sotto la cenere, è assai tirata. In ballo c’è una fetta di potere. «Facciamo passare agosto, poi con tranquillità avvieremo un percorso per una soluzione condivisa, come per il segretario provinciale. A volte per raggiungere una meta serve percorrere la strada più sicura che magari è quella meno rapida per arrivarci. Sul segretario cittadino è necessario trovare una sintesi tra le varie sensibilità che caratterizzano un grande partito plurale come il Pd», aveva salomonicamente dichiarato Lari al Tirreno poche settimane fa. Ma tanto semplice non è: quella alle viste sembra proprio una riproposizione del braccio di ferro tra la parte storico-comunista del partito ed i renziani visto alle recenti regionali.
Il dibattito. Anche tra i renziani stessi c’è stato un vivace dibattito. Alla fine la convergenza sul nome di Viale sembra essere realtà (oltre all’appoggio degli ex civatiani di Rete-Dem). Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale del partito, a suo tempo aveva tracciato un identikit che resta valido: «Serve una figura autorevole che sia in grado di lavorare in maniera inclusiva, che sia da stimolo all’amministrazione e coordini il partito mettendo insieme energie nuove e esperienze che tanto hanno dato e possono continuare a dare al partito. Per raggiungere questo obiettivo è però necessario che tutti siano disposti a fare un passo indietro per consentire al Pd di farne due avanti».
L’assemblea. Sulla candidatura di Viale non concordano i dalemiani, con al vertice il deputato Paolo Fontanelli. Curioso che Viale sia stato assessore proprio in una giunta Fontanelli. Per la sinistra Pd, Dell’Omodarme si è fatto avanti ricordando chiaramente la provenienza storica e attaccando la controparte: «La mia candidatura, sono certo, sarà osteggiata da quelli che sono abituati a decidere, nominare e gestire il potere per il potere». A decidere sarà chiamata, forse entro il mese, l’assemblea comunale. Quella uscita dal precedente congresso, dunque quando ancora Renzi non era imperante. Ma diversi componenti, nel frattempo, si sono diretti dalla parte del premier. L’esito è ancor più incerto.
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