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Pisa

Nei loro racconti c’è violenza e povertà Ora cercano riscatto

Nei loro racconti c’è violenza e povertà Ora cercano riscatto

In 21 seguono le lezioni di giardinaggio e di agricoltura «Così possono acquisire competenze utili per il loro futuro»

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SAN GIULIANO. Ci sono storie di torture, di maltrattamenti. Viaggi interminabili e pericolosi: 21 giovani, altrettanti destini, si sono incontrati a San Giuliano Terme. In questa azienda agricola che, oggi è leader in Italia per la coltivazione di piantine aromatiche (e che ha messo a punto anche il pomodoro nero con la collaborazione dei ricercatori del Sant’Anna). È l’azienda Pacini, oggi alla terza generazione. Gli antenati, alla fine dell’Ottocento erano emigrati in America, per far fortuna e sfuggire alla povertà. E quando, negli anni Sessanta del secolo scorso, sono rientrati, si sono dati alla cura della terra, ospitando oggi, quelli che sfuggono dalla povertà dei loro paesi, cercando l’America qui da noi. Un po’ il cerchio che si chiude. Ma anche prospettive che si aprono: per il giovane etiope di 22 anni, attivista politico dell’Olf, l’Oromo Liberation front, che racconta di arresti e pestaggi in carcere. Il suo viaggio verso l’Italia, dura 11 mesi e gli costa 400mila euro. O per il suo amico di 21 anni, la cui tribù Oromo viene perseguitata dal governo. Lo colpiscono a un occhio col calcio di un fucile. È in cura nel reparto di oculistica di Pisa. Ma non solo ragazzi che ora sono impegnati nel progetto di formazione professionale. La Croce Rossa di Pisa sta seguendo anche il caso di una bambina che ha poco più di tre anni e che, quando ne aveva due e mezzo, è stata torturata per estorcere denaro alla famiglia: le hanno bruciato i piedi. È in cura al Cottolengo. Tutti in cerca di un futuro. Per alcuni di loro può passare dal progetto di giardinaggio e agricoltura attivato presso l'azienda “L'ortofruttifero” di Rigoli dove i migranti svolgono lavoro volontario e corsi di formazione che fra un mese saranno spostati a San Rossore (finanziati dalla Regione con 100 euro a persona per coprire i costi di assicurazione). Tre gli obiettivi alla base del progetto: fornire competenze per i mestieri del mondo agricolo, artigianale ed enogastronomico; fornire competenze sui rapporti di lavoro e favorire l'inclusione e l'integrazione. Domani partirà un progetto sviluppato con la Croce Rossa per la cura e il ripristino dei giardini toscani; un altro, di artigianato, sarà attivato per le donne rifugiate. «Queste saranno competenze che potranno mettere a frutto una volta ottenuto lo status di rifugiato», sottolinea Sandra Capuzzi, presidente della Società della Salute. «Facciamo integrazione attiva – aggiunge Franco Marchetti, vicesindaco di San Giuliano -, offrendo loro condizioni migliori dei paesi che hanno lasciato».

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