«Abbiamo tutti i requisiti per aggiudicarci il titolo»
Il sindaco Marco Filippeschi rilancia Pisa come “Capitale Italiana della Cultura” La decisione il 15 settembre. Appello ai cittadini per sostenere la candidatura
PISA. Per la città si tratta di una ghiotta opportunità. Non ci sono dubbi.
Dopo essere stata ammessa alla seconda fase per la conquista del titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2016” insieme a Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni, Pisa aspetta con trepidazione la data del 15 settembre, giorno dell’attesissimo verdetto. Nel frattempo, al Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo dovrà pervenire il dossier definitivo per la candidatura, che deve contenere il programma delle attività culturali della durata di un anno, dettagliato e approfondito.
A Marco Filippeschi piacerebbe, e non poco, diventare d’un colpo il sindaco della “Capitale Italiana della Cultura”. È arrivato il momento di rifarsi su Matera, designata recentemente Capitale Europea?
«La nostra città ha tutte le caratteristiche per vincere questa sfida, sia per ciò che già offre sia per quanto sta venendo a maturazione con gli investimenti Piuss e non solo. Comunque vada, preparandoci mobilitiamo energie su progetti nuovi».
Cosa c’è realmente in ballo con questa sfida?
«Al di là del finanziamento di un milione di euro assicurato dal Ministero, c'è la possibilità di far conoscere all'intero Paese le risorse, i beni recuperati, l'effervescenza della nostra rete di istituzioni e associazioni, l'importante calendario di eventi tradizionali o realizzati ad hoc».
Quindi, non si tratta solo di iniziative organizzate direttamente dal Comune...
«Il Comune è il soggetto coordinatore, ma al nostro fianco abbiamo sia le istituzioni culturali sia il tessuto associativo culturale: una ricchezza che vogliamo valorizzare. Al nostro appello hanno risposto già decine di soggetti: sono oltre 60 i progetti pervenuti che stiamo valutando. Prendo al volo l’occasione che mi concede Il Tirreno per rinnovare l'invito a partecipare a questo percorso, appoggiando la candidatura: tutti possono dare un contributo, artisti, professionisti, uomini e donne del mondo dello spettacolo, cittadini. Sul sito www.pisacapitaledellacultura.it sono a disposizione materiali e idee per dare una mano. Il percorso partecipativo è infatti un requisito fondamentale ai fini della valutazione».
Quali significati avrà il 2016 per i beni monumentali e per i circuiti museali della città?
«Possiamo definirlo un anno spartiacque tra la Pisa che abbiamo sempre conosciuto e la Pisa che sarà. L'anno prossimo saranno attivi e fruibili il percorso in quota delle mura medievali, gli arsenali repubblicani, la torre guelfa e una prima parte della Cittadella galileiana. Nel 2016 riaprirà il museo dell'Opera del Duomo riqualificato e una prima sezione del museo delle antiche navi di Pisa. Infine, l'Università realizzerà il nuovo polo museale d'ateneo attorno al giardino botanico. Un anno spettacolare».
La parola chiave della candidatura di Pisa è “navigazione”: quindi il mare, il fiume, ma anche internet e la rete?
«Esattamente: il tema della navigazione è trasversale, contiene in sé sia la storia della città e il suo rapporto con le vie d'acqua, sia il suo futuro, con la rete, l'innovazione, la ricerca scientifica e tecnologica. Un solo esempio: l'edizione 2016 di Internet Festival sarà uno degli eventi fondamentali di Pisa “Capitale Italiana della Cultura”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
