Il Tirreno

Pisa

 

Una grande voglia di leader come ai tempi di Anconetani

di FRANCESCO LOI

 

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di FRANCESCO LOI

Cos'è cambiato nel giro di appena due settimane nella Pisa sportiva? Risposta facile: è arrivato Rino Gattuso. Allo stesso modo in cui da mediano del Milan estirpava palloni dai piedi del Cristiano Ronaldo di turno, così ha portato via la cappa di depressione dall’ambiente nerazzurro dopo un’estate imperniata su vicissitudini societarie al limite dello strampalato.

E’ chiaro che se poi il presidente/manager Fabrizio Lucchesi ingaggia anche dei giocatori (soprattutto gli attaccanti) da categoria superiore, risollevare gli animi spingendo sull’acceleratore dell’entusiasmo diventa più semplice.

Ma la svolta porta quel nome: Gattuso. Icona del calcio italiano. Icona in particolare di una maniera di interpretare il calcio da trascinatore, da quello che non molla mai: uno che grazie al carattere va oltre doti tecniche che, tornando a prima, non sono quelle di Ronaldo. E se c’è una cosa che il tifoso apprezza, quello pisano soprattutto, è la voglia-capacità di dare tutto. Quello che Gattuso ha chiesto ai suoi giocatori appena arrivato in città («sempre pronti a mangiare l’erba»).

Non è un azzardo paragonare tutto ciò all’ultimo Pisa protagonista di una promozione in serie B, quello del primo Braglia. Quella squadra non era composta da fini dicitori, ma quando scendeva in campo era evidente la sua voglia di vincere la partita, a tutti i costi. Un messaggio che attraverso gli atteggiamenti, prima ancora delle giocate, arrivava direttamente al pubblico e agli avversari.

D’altra parte, Pisa si è sempre innamorata, sportivamente parlando, di personaggi capaci di emanare grinta e carattere. Forse perché la storia del calcio nerazzurro è stata segnata da un personaggio vulcanico come Romeo Anconetani. Un tratto che resta indelebile. Pisa ha bisogno di riconoscersi in qualcuno che abbia carisma: ecco perché Gattuso, con la sua storia e il suo essere, è stato la svolta di questa estate.

Ora occorre però iniziare a fare i conti con i risultati del campo. L’allenatore Gattuso è molto da scoprire. Pisa scommette su Gattuso, che da questa piazza vuole spiccare il volo. Aprire davvero la sua seconda carriera per arrivare, come ha dichiarato, «un giorno ad allenare il Milan».

Il girone in cui sono stati inseriti i nerazzurri lascia spazi per sognare. La squadra che gli ha messo a disposizione Lucchesi, pur agendo di rincorsa sul mercato, promette bene. Ora comincia il vero lavoro di Gattuso, che deve assemblare, magari nel minor tempo possibile, un gruppo di calciatori che di fatto ha iniziato a conoscersi solo in queste ore.

L’affermazione sul campo del progetto-Gattuso, sotto la regia di Lucchesi, è quello che chiede la città. E soprattutto è quello che non può più mancare all’Ac Pisa. Per il presente e per il futuro. Quella uscita dalla baraonda estiva è infatti una società che ha investito su se stessa. E’ il progetto di Lucchesi: intanto partiamo, facciamo del nostro meglio, poi le porte della società sono aperte a tutti quelli che vorranno mettere risorse economiche per crescere ancora.

Alla parte sportiva è chiesto dunque di fare da traino per lo sviluppo del club. E questo, uscendo da scaramanzie varie, significa solo approdare in serie B. La categoria superiore, oltre a rappresentare una collocazione in linea con l’importanza e il blasone della città, è essenziale per garantire basi più solide alle prospettive della società. Nelle mani di Gattuso, dunque, c’è molto di più di una scelta di moduli tattici o della gestione di uno spogliatoio. La certezza è che la città è già tutta con Ringhio, in un abbraccio ideale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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