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Multe, Parco nel vortice delle critiche

Multe, Parco nel vortice delle critiche

Confesercenti e Confcommercio a difesa del gestore del Bagno Hoasy

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TIRRENIA. Nuova puntata della battaglia di Tirrenia tra Ente Parco e Bagno Hoasy dopo il blitz a suon di multe ai danni degli automobilisti-bagnanti. Le associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, si schierano al fianco del titolare dello stabilimento balneare.

«Gli imprenditori del litorale non sono più in grado di subire le pressioni del Parco con prescrizioni che spesso superano ogni logica. Soprattutto coloro che vivono di turismo, a cominciare dagli stabilimenti balneari, che spesso vengono sanzionati in una maniera che sembra quasi punitiva».

Non usa mezzi termini il presidente della Confesercenti del litorale Alessandro Cordoni per commentare l’ultima azione degli uomini del Parco. «Il Parco – insiste Cordoni – opera come se il litorale fosse un’area a se stante come lo è San Rossore, non considerando invece il suo contesto e la sua valenza turistica. In questi anni l’ente per tutelare aree ben definite per il loro valore ambientale, ha allargato paletti e divieti su tutto il litorale. Paletti e divieti che, intendiamoci, hanno un senso se però colpiscono abusi o danneggiamenti all’ecosistema. Abbiamo invece l’impressione che le ultime azioni siano solo un pretesto per fare cassa».

E sono gli stessi imprenditori che più di una volta hanno lamentato le stranezze di alcune sanzioni. Spiega Giulio Garzella, responsabile area pisana di Confesercenti: «Abbiamo personalmente visionato, e contestato, una serie di verbali che le guardie del Parco negli ultimi mesi hanno consegnato ai titolari degli stabilimenti balneari. Ad esempio per chi tiene, nel periodo precedente all’apertura stagionale, gli irrigatori sulla spiaggia. Irrigatori che vengono azionati quando il libeccio spazza l’arenile. Secondo il Parco, infatti, la sabbia con il vento deve essere in grado di andare dove vuole e quindi invadere tranquillamente anche le strutture balneari. Per lo stesso motivo – insiste Garzella – vengono multati i bagni che utilizzano le reti frangivento. Multe anche a coloro che sui pennoni delle bandiere mettono un faro per la notte o altoparlanti. Un conto sono gli abusi, altro queste presunte violazioni».

Cordoni torna invece sulla questione della sosta nei vialetti. «Non si possono mettere i cartelli che vietano la sosta, quindi i clienti come fanno a sapere che esiste tale divieto? E se questi vialetti sono in area comunale, perché non ci pensa l’amministrazione a mettere i cartelli? Un Parco che dice di no a tutto. No ai parcheggi nei vialetti, no ad individuare aree alternative. Una chiusura totale che sembra avere come obiettivo solo quello di penalizzare le attività economiche. E a che scopo?». Il presidente della Confesercenti del litorale chiede quindi di rivedere le competenze del Parco sul litorale. «Nessuno mette in discussione la tutela dell’ambiente. Ma occorre ragionevolezza e soprattutto un incontro chiarificatore con il Parco. Ci vuole la convocazione di un tavolo in cui predisporre un protocollo che contempli diritti e doveri: da una parte la certezza del lavoro degli imprenditori senza cavillosi paletti, dall’altro il rispetto dell’ambiente».

Infuriato anche il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli: «Credo che gli imprenditori dovrebbero essere lasciati tranquilli di poter lavorare in serenità, senza dover subire continuamente questo clima da caccia alle streghe. Se c'era un problema con il vialino, invece di fare gli sceriffi, bastava comunicarlo al gestore e la soluzione di sarebbe trovata senza troppo clamore. L'Ente Parco invece di accanirsi con gli imprenditori onesti, che con il loro prezioso lavoro portano turismo e ricchezza al nostro litorale, farebbe meglio a concentrarsi di più sui tanti fenomeni inaccettabili presenti nell'area, dagli abusivi agli irregolari ai campi nomadi e quant'altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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