Il Tirreno

Pisa

Metal detector alla Torre già la prossima settimana

di Francesco Loi
Metal detector alla Torre già la prossima settimana

Il questore Francini spiega come saranno effettuati i controlli agli ingressi Il personale incaricato dalla Primaziale affiancato da militari e forze di polizia

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PISA. «Un attimo prego», e intanto la paletta con il metal detector ispeziona il turista che ha appena finito di fare la fila per salire i 296 scalini della Torre di Pisa. La nuova misura di sicurezza (anti-terrorismo), decisa martedì in Prefettura dal comitato per l’ordine pubblico, sta per essere concretizzata. Gli aspetti tecnici, che non sono pochi, saranno stabiliti in un’apposita riunione convocata per domani mattina. «La prossima settimana, al massimo nel giro di dieci giorni, cominceranno questo tipo di verifiche all’ingresso della Torre», conferma il questore Alberto Francini.

Motivi. Da più parti si specifica come «il provvedimento non sia legato ad alcun allarme specifico». Il prefetto Attilio Visconti aveva richiesto questa misura già all’inizio dell’anno in seguito al rafforzamento delle misure di sicurezza dopo l’attentato terroristico in Francia nella redazione della rivista Charlie Hebdo. Già altrove, dove l’accesso a monumenti è ritenuto ad alto rischio, il livello di allerta si è alzato. Ad esempio, a Milano da qualche anno (dopo la bomba ritrovata tra le guglie) l’ingresso al Duomo è preceduto da una serie di filtri: sono i militari, con il metal detector, a passare ai “raggi x” i turisti ed i fedeli che entrano dal sagrato. Prima controllano borse e borselli, poi un passaggio veloce sul corpo per verificare che non vengano portati all’interno armi o arnesi che possano danneggiare statue, quadri, affreschi. Davanti alla Torre Pendente accadrà a breve qualcosa di simile.

Protagonisti. I controlli in Piazza dei Miracoli, come specificato già in una nota arrivata dalla Prefettura dopo la riunione del comitato per l’ordine pubblico, «verranno espletati congiuntamente da personale dell’Opera della Primaziale Pisana», l’istituzione che sovrintende ai monumenti della piazza, «e da personale delle forze armate o delle forze dell’ordine». La riunione di domani servirà per stabilire i compiti, tenendo conto di quanto può comportare un controllo se dovesse scattare una necessità d’intervento e di approfondimento.

Modalità. E’ il questore Francini a spiegare, per sommi capi, quello che avverrà: «Agli ingressi ci sarà personale dell’Opera Primaziale, comprese guardie giurate, e personale militare o di polizia, peraltro come avviene in tutti i luoghi culturali di particolare rilievo. Chi acquista il biglietto per accedere e salire sulla Torre sarà consapevole e consenziente rispetto al fatto che ci saranno dei controlli». Ma questi come saranno svolti? «Saranno fatte aprire le borse e il metal detector sarà passato intorno alla persona. Se ci dovessero essere esigenze di perquisizioni, di fronte a soggetti che dovessero richiedere tale tipo di verifica, sarà il personale militare o di polizia ad intervenire».

Problema code. Il questore Francini sottolinea che questi controlli «non avranno, salvo proprio in casi particolarissimi, il carattere della perquisizione. Saranno verifiche esterne rispetto alla persona che intende visitare la Torre di Pisa». Tra l’altro, l’introduzione di questo provvedimento comporta lo studio di altri accorgimenti per non complicare l’accesso al monumento tra i più famosi nel mondo. In poche parole, si vuole scansare il rischio che i controlli con il metal detector provochino file e attese più lunghe per l’ingresso. «L’incontro soprattutto con l’Opera della Primaziale - spiega infatti il questore - si rende necessario anche per cercare di trovare soluzioni tecniche per evitare di ritardare gli ingressi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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