Sicurezza
In ospedale 5 ore per un falso allarme
Odissea di una famiglia: prima al Lotti e poi a Cisanello per far visitare il figlio
PISA. Oltre cinque ore passate tra un ospedale e l’altro, prima a Pontedera e poi a Cisanello, per scoprire che si trattava solo di un falso allarme e di un problema alla laringe che niente aveva a che fare con la reale motivazione per cui una famiglia aveva accompagnato il figlio di 15 anni all’ospedale Lotti. A complicare le cose e probabilmente anche a rallentare l’esatta diagnosi è stato il sabato. La famiglia è arrivata al pronto soccorso di Pontedera alle 22. Il ragazzino aveva problemi di deglutizione, pensava che gli fosse rimasto un frammento di cibo (era stato in pizzeria) nella gola. I genitori, per non far trascorrere la notte senza sapere di cosa si trattava, sono andati al Lotti. Una gentile dottoressa li ha accolti. Ma poi sono iniziati i guai. Il medico del pronto soccorso ha infatti ritenuto necessaria la visita di un otorino. «Hanno chiamato per ben due volte al telefono la dottoressa che era reperibile, ma si è rifiutata di arrivare in ospedale e di visitare mio figlio. Questo mi pare un fatto abbastanza grave, ma non è stato l’unico contrattempo, se così si può dire, della serata».
Poiché a Pontedera il caso è stato considerato degno di essere valutato da un otorino, è stato deciso di trasportare il ragazzino a Cisanello.
«Siamo arrivati a Pisa, con un’ambulanza della Pubblica Assistenza di Fornacette, ma nel reparto che ci avevano indicato non c’era nessuno. Il deserto. Abbiamo telefonato più volte fino a quando ci ha aperto un dottore. A quel punto il medico ci ha fatto presente che non avrebbe potuto visitare mio figlio in quanto non aveva un foglio dell’accettazione del pronto soccorso di Pisa, ma di Pontedera».
L’ora era tarda, si erano fatte quasi le tre di notte. Insomma, picchia e mena, un giovane medico si è occupato di visitare il ragazzino. Ha visto che non era alcun frammento di cibo a impedire la deglutizione, ma un problema all’epiglottide. Fine della nottata all’ospedale.
Padre e quindicenne, sempre con un’ambulanza, sono stati accompagnati di nuovo a Pontedera. Cioè sono tornati al punto di partenza. Ma non hanno vinto. Anzi, sono usciti sconcertati da questo “incontro” con la sanità locale. «Un problema risolvibile in cinque minuti si è trasformato in un’odissea, con costi alti per la sanità. E nessuno ci ha chiarito come mai la dottoressa reperibile non si è presentata».
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