Sicurezza
Arpat e caserma “Gamerra” insieme nelle indagini
SAN GIULIANO TERME. Gli operatori dell’Arpat continuano a lavorare sugli sversamenti di idrocarburi nel fiume Morto, nel territorio comunale di San Giuliano. «In seguito al rinvenimento di abbondanti...
SAN GIULIANO TERME. Gli operatori dell’Arpat continuano a lavorare sugli sversamenti di idrocarburi nel fiume Morto, nel territorio comunale di San Giuliano.
«In seguito al rinvenimento di abbondanti quantità di gasolio nel fiume Morto – fanno sapere dalla direzione regionale dell’Arpat – si precisa che non esiste alcuna contrapposizione con il comando della caserma dei paracadutisti “Gamerra”, ed anzi preme rilevare che proprio l'attuale comando ha intrapreso un percorso di approfondimento della problematica in linea con la normativa ambientale».
In questo senso, nella giornata di domani, in occasione della Conferenza dei Servizi già programmata da alcuni giorni, gli enti preposti valuteranno il piano di indagini preliminari redatto ai sensi del Testo Unico Ambientale dallo stesso comando.
«Il piano preliminare di indagine – proseguono da Arpat – descrive le indagini necessarie sulle matrici di suolo ed acque sotterranee all'interno della caserma di via di Gello, e precisamente nella zona ritenuta contaminata, per accertare l'esistenza di contaminazione e stimarla sia nella localizzazione, nell'estensione e nella quantificazione (sopra o sotto le cosidette “Csc”, concentrazione soglia di contaminazione).
Nel caso in cui si accerti che le “Csc” non sono superate, si procede al ripristino della zona e alla comunicazione telematica secondo la prassi esistente alla Regione Toscana. Se invece si accerta l'avvenuto superamento delle “Csc”, oltre all'immediata comunicazione e alla predisposizione di misure di messa in sicurezza, il proponente provvede a redigere un piano di caratterizzazione vero e proprio».
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