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Pisa

Alloggi finiti i Comuni che dicono no

Alloggi finiti i Comuni che dicono no

In provincia sono ospitate 459 persone È come un mese fa, ma calano i posti

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PISA. Niente, non si smuovono. Inutili gli appelli del prefetto, inutile la lettera inviata un mese fa da Enrico Rossi che li richiamava a valori della Costituzione, inutili le strigliate e gli appelli. Ci sono ancora 8 riluttanti, otto Comuni che non hanno ancora trovato un posto per allargare la rete dell’accoglienza e scongiurare così che la provincia di Pisa vada in overbooking e e il prefetto Attilio Visconti si trovi costretto a usare estremi rimedi per amari estremi, cioè ad allestire i container, i prefabbricati e chissà magari pure una tendopoli come è già successo a Lucca. Oggi sono 459 i profughi distribuiti in 46 strutture diverse sul territorio. Dunque 10 migranti per struttura, uno in più rispetto a meno di un mese fa, quando i centri di accoglienza erano 53. Tutto grazie alle continue fughe di richiedenti asilo eritrei e siriani. Negli elenchi della Prefettura, i Comuni che non ospitano sono sempre gli stessi: Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia, Lajatico, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio e Santa Maria a Monte. E per ora la rete sembra aver tenuto solo grazie alle continue fughe di chi è arrivato sui pullman organizzati dal Viminale per la Toscana. Domani il presidente della Regione, Enrico Rossi, arriverà a San Giuliano, nella frazione di Rigoli e nel centro del Cottolengo, proprio per rendersi conto di come stia andando l’accoglienza e perché nei centri pisani gli sono state segnalate belle storie di inclusione. Ad esempio, alcuni dei volontari della Croce Rossa sono ex migranti, giovani arrivati nel 2011 sull’onda della primavera araba e oggi perfettamente integrati. Ma verrà anche per ribadire la sua strategia. Da mesi ripete che l’unica strada per organizzare un’accoglienza sostenibile, anche per l’impatto che la presenza di un numero consistente di immigrati potrebbe avere sull’opinione pubblica e la tenuta sociale dei singoli territorio, sia la collaborazione di tutti i sindaci. Un mese fa Vittorio Bugli, assessore regionale incaricato della gestione dell’emergenza, fece il giro delle province. Ogni Comune - disse - avrebbe dovuto ospitare un migrante ogni 600 abitanti. Dei 37 Comuni della provincia sono pochissimi i virtuosi, una decina. Perfino Pisa è sotto le aspettative: dovrebbe dare alloggio a 150 profughi, ne ospita 56 in 5 strutture. San Giuliano invece, con i suoi 31.400 abitanti, dovrebbe accoglierne 52, dà rifugio a 134. Fra i virtuosi ci sono Montopoli Valdarno, Volterra, Casciana Terme Lari, Casale Marittimo, Guardistallo, Santa Luce e Monteverdi Marittimo, anche se in alcuni casi si tratta di piccoli numeri. Troppo esigui, visto che gli sbarchi non si fermano, e la provincia di Pisa potrebbe dover trovare entro fine mese altri 200 posti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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