Il Tirreno

Pisa

Volano le minacce dopo il blitz a colpi di multe

Volano le minacce dopo il blitz a colpi di multe

Strascichi polemici in seguito all’operazione contro i parcheggi selvaggi nell’area Wwf. Il direttore dell’Ente Parco querelerà il gestore del Bagno Hoasy

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TIRRENIA. Decine di multe salate a carico degli automobilisti-bagnanti. È l’ultimo atto del lungo braccio di ferro esistente da tempo tra l’Ente Parco e il Bagno Hoasy di Tirrenia e di cui Il Tirreno ha puntualmente dato conto nell’edizione di ieri. Le guardie proseguiranno i controlli anche nei prossimi giorni e non è escluso che possa verificarsi qualche altra pioggia di verbali.

Come quella di sabato pomeriggio, quando cinque guardie del Parco, oltre al loro comandante, sono intervenute lungo la strada di accesso al Bagno Hoasy. «La nostra operazione – spiegano dall’Ente Parco – è da inserire nell'ambito di una grave situazione da molto tempo denunciata da vari soggetti, tra i quali il Wwf di Pisa, che gestisce la bellissima oasi “Dune di Tirrenia” e che nel recente passato si è spinto a denunciare pubblicamente minacce e lesioni personali. Il Bagno Hoasy, come altre realtà del litorale, è da anni al centro di svariate polemiche per abusi edilizi di non banale entità. Nonostante i numerosi interventi da parte dell'Ente Parco e del Comune, la situazione non è ancora sanata ma, al contrario, prosegue con gravi violazioni alle norme dell'area protetta. Questa volta l'intervento del servizio di vigilanza del Parco ha riguardato soprattutto il parcheggio abusivo delle auto lungo la strada di accesso, che in base alla normativa dovrebbe essere pedonale e percorribile solo dai mezzi di soccorso e per il trasporto dei materiali. L'intervento delle guardie ha invece dimostrato che il gestore dello stabilimento balneare, attraverso un addetto appositamente incaricato, gestiva i parcheggi nella strada (che è addirittura comunale e mai data in concessione al Bagno Hoasy) regolamentando la sosta che, seppur gratuita, è attentamente organizzata a favore degli ospiti del bagno: le auto vengono fatte sostare ai margini della strada su spazi che un tempo erano destinati a bosco o a duna, in aree interne all'oasi del Wwf che ospita specie di straordinaria importanza, come la rarissima liana Periploca greca che, come è stato riscontrato anche nella giornata di sabato, è direttamente minacciata dalle auto abusivamente parcheggiate».

Le guardie del Parco hanno elevato più di cento verbali per transito e sosta in area non consentita. «Ovviamente – sottolineato dall’Ente Parco – gli avventori dello stabilimento balneare sono rimasti estremamente colpiti, giacché in molti casi erano in buona fede. Tale situazione è peraltro causata del fatto che la segnaletica di divieto posizionata più volte, anche da parte del Comune, è stata sempre rimossa in tempi record dai "soliti ignoti", rendendo vani tutti i tentativi fatti. Soprattutto per questa ragione all'operazione è intervenuto anche il direttore del Parco, Andrea Gennai, che ha spiegato le ragioni dell'operazione ai molti automobilisti multati, che sono stati in qualche modo tratti in inganno dalla situazione generale. A fronte delle spiegazioni i più hanno compreso l'obiettivo del Parco e la delicatezza della situazione. La spiegazione “migliore” è però arrivata dal comportamento del giovane gestore del Bagno Hoasy, che ha pensato bene di minacciare davanti a testimoni, tra cui il comandante delle guardie del Parco, il direttore Gennai: minacce che il direttore esporrà in una apposita querela davanti ai carabinieri.

L’Ente Parco evidenzia che l’operazione non era rivolta contro gli ospiti del Bagno che hanno parcheggiato abusivamente tratti in inganno da altri, ma è a favore sia della corretta gestione dell'oasi del Wwf che di tutti quei balneari che svolgono la loro impegnativa attività nel rispetto delle regole.

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