Attenzione
Scolmatore potenziato, Pisa più sicura
Annuncio della Regione: affidato l’appalto per la costruzione della foce armata. Aumenterà la difesa dalle piene dell’Arno
PISA. «Cosa facciamo per la difesa idraulica di Pisa? Proprio in questi giorni è stato affidato l’appalto per lo Scolmatore d’Arno. Il pericolo maggiore viene da lì. Va aumentata la portata del canale, per permettere alle piene di defluire. Così metteremo in sicurezza i pisani. È un’infrastruttura importantissima». L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione, Enrico Rossi, in un’intervista al Tirreno. La gara d’appalto era stata indetta dalla Provincia di Pisa: circa un mese fa l’aggiudicazione (alla società Sales di Roma) con successive verifiche sull’offerta con un ribasso di circa il 40% sull’importo base di circa 10,6 milioni di euro, come specificato sul sito dell’ente. Ben dodici le offerte che erano arrivate alla Provincia da parte di imprese che, nei primi mesi dell’anno, avevano risposto al bando. L’avvio del cantiere era stimato già per lo scorso maggio, con durata dei lavori di 480 giorni, ovvero poco meno di un anno e mezzo. L’aggiudicazione dei lavori (primo lotto), dopo l’incrocio tra proposta economica e criteri tecnici, ha richiesto più tempo del previsto.
Gli obiettivi. Che lo Scolmatore possa essere decisivo per evitare a Pisa di finire sott’acqua durante le piene più forti dell’Arno è sicuro. Un paio di volte, a cavallo tra gennaio e febbraio 2014, l’azione del canale è risultata una difesa efficace. I 600 metri cubi al secondo che ha tolto dall’Arno e gettato in mare a Calambrone hanno evitato l’ulteriore innalzamento di un metro dei livelli idrici in città. Dal camminamento appena sotto il quale scorreva il fiume in piena alle spallette non mancava tanto di più. Si capisce quindi l’importanza del potenziamento dello Scolmatore, della sua capacità di prendersi acqua dall’Arno, per garantire ulteriormente la sicurezza dei territori a valle dell’abitato di Pontedera.
Le caratteristiche. L’adeguamento del canale (dal costo complessivo di circa 51 milioni di euro) consiste in una serie di operazioni in grado di elevare la capacità di scolmare dagli attuali 6-700 metri cubi al secondo fino a quota 1.000. I lavori del primo lotto verranno svolti nella parte finale dello Scolmatore, in un tratto di circa 4,5 chilometri che va dal ponte sull’Aurelia alla foce. La lunghezza totale del canale è di 28,3 km dall’opera di presa a Pontedera al mare. In quel segmento il canale, per avere una maggiore portata, sarà scavato nella zona centrale per innalzare i fondali fino a meno 3,5 metri. L’altro intervento essenziale sarà alla foce, dove l’evidente insabbiamento costituisce un “tappo” nei confronti di un più efficace deflusso delle acque in mare. In quel punto non solo saranno dragati i fondali, ma sarà costruita la cosiddetta foce armata costituita da due moli foranei: il loro compito, di fatto, sarà quello di prolungare in mare lo sbocco del canale fino a quando non si arriva ad un’altezza omogenea dei fondali (a -3,5 metri). Sarà questa uguaglianza a dover annullare gli effetti del deposito di sedimenti, prima origine dell'insabbiamento. Il molo nord della foce armata avrà uno sviluppo complessivo di circa 640 metri, (480 verso il mare aperto); il molo sud avrà dimensioni simili, ovvero rispettivamente 635 e 470 metri.
Dragaggio dell’alveo. Nei 4,5 chilometri finali, compresa la barra di foce, il dragaggio porterà in superficie circa 600.000 metri cubi di materiali, tra fanghi e sabbia. Quest’ultima sarà disponibile per circa 260mila metri cubi, che andranno ad aumentare l’arenile di Calambrone a fianco della foce. Parte dei fanghi andrà in discarica, la maggioranza sarà “disidratata” per essere utilizzata proprio nella ricostruzione degli argini. Di questo progetto, pur in versioni differenti, si parla dal 2001. L’ultimo accordo di programma è del gennaio 2012.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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