Sicurezza
Le sale dialisi nei seminterrati
«Sono la moglie di un paziente in trattamento emodialitico trisettimanale, in cura ormai da più di quindici anni, presso il nostro ospedale di Pisa. Nelle lettere che più volte avete ospitato, mio...
«Sono la moglie di un paziente in trattamento emodialitico trisettimanale, in cura ormai da più di quindici anni, presso il nostro ospedale di Pisa. Nelle lettere che più volte avete ospitato, mio marito, Massimo Giovacchini, ha anche denunciato le carenze organizzative del reparto dialisi». Tra queste, ci scrive la dottoressa Paola Pintaldi, «proprio l’inopportunità di trasferire le sale dialisi nei seminterrati».
In questi anni, aggiunge, «di cose che non funzionano se ne sono accumulate molte, l’ultima in ordine di tempo è il mancato ripristino dell’aria condizionata a cinque giorni dall’alluvione e per chi è costretto quattro ore in poltrona o a letto attaccato ad una macchina non è poco».
Inoltre, «siamo venuti a conoscenza di cose nuove, per esempio che i tubi di scarico dei bagni dei piani superiori attraversano proprio quelle sale. Certo ora le televisioni funzionano e il reparto di nefrologia è adiacente, ma pazienti, medici e infermieri continuano ad operare a -1. Meno male che l’alluvione è arrivata di notte, altrimenti le cose sarebbero andate certamente in modo più tragico».
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