Il Tirreno

Pisa

La fine dell’estate è salata pioggia di multe sul litorale

di Carlo Venturini
La fine dell’estate è salata pioggia di multe sul litorale

Blitz delle guardie del Parco di San Rossore. Oltre cento verbali alle auto dei clienti del Bagno Hoasy. Dallo stabilimento: «Stavolta faremo ricorso»

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TIRRENIA. Costerà caro l’ultimo tuffo di agosto ai frequentatori del Bagno Hoasy. Oltre 100 verbali sono stati elevati dalle guardie del Parco di San Rossore ai clienti dello stabilimento balneare di Tirrenia vicino all'Oasi del Wwf. La violazione contestata è quella del divieto di sosta e la cifra che devono sborsare gli automobilisti è di 100 euro, cifra che raddoppia se non viene pagata subito. Ma dal Bagno Hoasy non ci stanno ed annunciano ricorso. «Non c è segnaletica nelle strade che portano allo stabilimento – dicono dal Bagno – ma il Parco continua a fare multe». In realtà, dicono sempre dallo stabilimento balneare, le contestazioni sono state fatte anche l’anno scorso ma di notte. Secondo i gestori dello stabilimento balneare, il Parco «si aggrappa all'articolo 65 del regolamento del Parco stesso che prevede il divieto di sosta anche nelle aree dove manca la segnaletica. Si dovrebbe parcheggiare dove è esplicitamente consentito e non là dove manchi solo la segnaletica». Fatto sta che stavolta dallo stabilimento balneare non ci stanno ed annunciano ricorso. «Ci sembra che nelle regole che di volta in volta il Parco tira in ballo, non ci sia la dovuta trasparenza o chiarezza e quindi vorremmo vedere di arrivare fino in fondo alla questione una volta per tutte». La contestazione per divieto di sosta è stata fatta dalle guardie del Parco sia lasciando i verbali sulle auto che consegnandoli brevi manu agli automobilisti.

La situazione di molti stabilimenti balneari non è dissimile da quella del Bagno Hoasy, perché, in molti tra i frequentatori del litorale, non sanno che essi sono tutti all’interno del Parco ed il controllo da parte dell’Ente non è cosa per nulla agevole sia per le dimensioni dell’area da controllare che per il numero di addetti di cui dispone il Parco. Come più volte ricordato dal presidente Manfredi, il polmone verde pisano deve rimanere tale cercando di conciliare gli aspetti di salvaguardia dell’ambiente e quelle attività produttive che rispettano le leggi. Mantenere il giusto equilibrio tra i due aspetti è alquanto difficile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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