Sicurezza
Pugno al controllore sul treno
Il convoglio era partito da Pisa: l’aggressore non aveva il biglietto
PISA. Mancano pochi minuti alle 9. Il treno sta per fermarsi alla stazione di Campiglia. Maurizio sa bene che la sorte non gli ha regalato un turno facile: il convoglio 2337 – il Pisa - Roma delle 7,45 – in passato è stato più volte segnalato come «pericoloso» sia dai dipendenti dell’azienda, sia dalle forze dell’ordine. Ma lui, da capotreno, deve fare il suo lavoro. Così inizia a controllare i biglietti. Siamo solo nella prima carrozza. «Il biglietto, per favore», chiede a un signore, probabilmente un venditore ambulante di origine africana salito a bordo qualche fermata prima. Dall’altra parte nessuna risposta. «Va bene – ribatte gentilmente il capotreno, conscio di prestare servizio su un convoglio non semplice – venga con me alla porta. È pregato di scendere a Campiglia». Il giovane passeggero – dall’età apparente di 25-30 anni – non protesta, non oppone resistenza. Si comporta così fino a pochi attimi prima di scendere. A quel punto Maurizio Iarnone – ferroviere 48enne, originario della Campania, ma trapiantato a Bolgheri – si sente colpire da un pugno. È girato di spalle, viene centrato su un braccio. Il capotreno si volta verso l’aggressore e prende un altro fendente in pieno volto, sulle labbra. E altri ancora, sulle braccia. Il treno si ferma. Maurizio, che fra l’altro pratica sport e non è certo un tipo mingherlino, scende e avverte le forze dell’ordine. A Campiglia, a quell’ora, la caserma della Polfer è chiusa, così non gli resta che telefonare ai carabinieri. L’aggressore – che ai poliziotti è stato descritto come un giovane di 25-30 anni, di nazionalità senegalese o nigeriana, con maglietta rossa e pantaloni scuri – si dà alla fuga. Non verrà identificato. Nel frattempo il capotreno – così riporta la denuncia – sulla banchina viene accerchiato da un gruppo di extracomunitari, probabilmente venditori ambulanti, i quali gli «consigliano» di non chiamare le forze dell’ordine, che in ogni caso arrivano poco dopo. È questo ciò che è accaduto ieri, nei pressi della stazione di Campiglia Marittima. L’ennesima aggressione ai danni di un dipendente di Trenitalia. Su un treno che – da questo punto di vista – viene considerato incandescente, a causa della quantità di persone senza biglietto, «la maggior parte dei quali – fanno sapere alcuni ferrovieri – sono venditori ambulanti che si spostano per lavorare sulle spiagge della costa toscana». Maurizio Iarnone aveva preso servizio a Pisa Centrale. Poi ha deciso di continuare fino a Grosseto, dove è stato sostituito da un collega. Sceso alla stazione maremmana si è rivolto al personale della Polfer, che ha chiamato un’autoambulanza. Maurizio – che fisicamente sta bene, ma ieri pomeriggio era ancora sotto choc – è stato visitato al pronto soccorso. I medici, a causa delle contusioni riscontrate al volto e sulle braccia, lo hanno giudicato guaribile in sei giorni. Di ritorno dall’ospedale, il capotreno è tornato alla stazione di Grosseto e ha denunciato l’accaduto alla polizia ferroviaria, portando con sé il referto.
Stefano Taglione
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