Proteste
MALTEMPO: LA VOCE DEI CITTADINI
Becchi e bastonati L’idea sconcertante delle paratie Dopo l’ennesima inondazione annunciata… e arrivata, il grande summit dei vertici istituzionali comunali e regionali giunge ad una conclusione...
Becchi e bastonati
L’idea sconcertante
delle paratie
Dopo l’ennesima inondazione annunciata… e arrivata, il grande summit dei vertici istituzionali comunali e regionali giunge ad una conclusione sconcertante: “Dovete attrezzarvi con le paratie e tutti devono pagare la tassa di bonifica“… Persone che hanno alle spalle decenni di politica, di riunioni tecniche, di attività sul territorio sono riuscite a partorire queste due simili affermazioni, che a mio parere non sono da considerarsi neppure al livello di un dibattito da “bar sport”. Complimenti!
La situazione della regimazione delle acque piovane a Pisa è conosciuta da tutti da decenni, e tutte le volte ci fanno credere che “l’evento è straordinario”. Negli ultimi anni il fenomeno sta peggiorando. Adesso ogni grosso temporale è sufficiente ad allagare interi quartieri.
Vuoi vedere che alla fine la colpa è dei cittadini? Dopo questi eventi poi, si focalizza l’attenzione sui soccorsi e sul dopo-alluvione, ma fondamentale è analizzare le cause, non gli effetti.
La realtà è una sola: la rete fognaria non è dimensionata per smaltire certi carichi d’acqua. Punto.
Lo era magari 40 anni fa, per le esigenze della città di allora, non lo è più oggi. Migliaia di ettari di suolo urbano sono stati cementificati negli ultimi decenni. Nuove strade, nuovi edifici, nuove costruzioni sono stati nel frattempo costruiti ostruendo gli antichi canali di scolo, canalizzando le acque in tubazioni sottodimensionate, non calcolandone la reale portata in proporzione alle precipitazioni straordinarie.
Forse i non addetti ai lavori non possono saperlo, ma i tecnici possono agevolmente calcolare il volume di acqua che un bacino può ricevere in base alla sua estensione, alla sua morfologia e giacitura e alla presenza di abitazioni e infrastrutture e non è accettabile nascondersi sempre dietro alla definizione: “evento eccezionale”.
E’ necessario avviare una fase nuova della gestione e manutenzione del territorio che sappia individuare quali siano i nodi tecnici da sciogliere e intervenire con competenza a tappeto, quartiere per quartiere, per rimuovere le problematiche della rete fognaria. Bisogna inserire molte più caditoie nei canali di scolo, sostituire tubi sottodimensionati, eliminare strozzature, rimuovere superfici cementificate, potenziare pompe e idrovore e mantenerne costante l’efficienza, mantenere puliti i canali e se necessario ampliarli e costruirne di nuovi.
Giovanni Bruno
Agronomo
Un temporale, niente di più
La rabbia si fronteggia
con l’emergenza?
Era di forte intensità, certo, ma pur sempre e solo un temporale. Non è esondato l’Arno, non si è rotta una diga. Eppure gli effetti del temporale delle prime ore della mattina del 24 agosto sono tali da spingere i politici locali a invocare lo stato di emergenza regionale, se non addirittura nazionale, per fronteggiare la rabbia dei cittadini infuriati per i danni che hanno riportato. Risposta che vuol essere immediata tanto quanto si rivela tardiva. E anche l’affannarsi a definire “eccezionale” la precipitazione non li allontana dalle loro responsabilità. Assistiamo da anni a un cambiamento climatico che non possiamo contrastare fingendo che tutte le volte siano eventi eccezionali. Estati torride lasciano il posto a precipitazioni temporalesche intense che non sono più eccezionali e, anzi, diventano sempre più ordinarie. Che fare allora? Continuerete a invocare stati di emergenza e a fare sopralluoghi mentre i cittadini svuotano cantine, garage, negozi mentre le strade diventano canali? Strade come via San Francesco e Corso Italia, non dovrebbero andare sott’acqua. Se accade qualcuno ne è responsabile. L’ospedale di Cisanello non dovrebbe essere costretto a interrompere la propria attività e a dover dirottare i voli dell’elisoccorso perché invaso dall’acqua. Eppure lo stesso policlinico occupa quella che è una cassa di espansione del fiume Arno. Le caditoie e il sistema fognario in genere non sono evidentemente in grado di sopperire per cui la loro manutenzione e il loro potenziamento deve essere una priorità per l’amministrazione. Se il problema persiste qualcuno ne è responsabile. Mandare le autobotti a pulire le caditoie con regolarità mensile non darà la visibilità che porta inaugurare un progetto inutile, ma crea un servizio utile.
Francesco Mancuso
Pisa
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