Sicurezza
Finiranno nell’Arno le acque di Cisanello
Tutte le fogne a nord sono ora dirette nel Fiume Morto: il bacino sarà diviso Il progetto (12 milioni di euro) è già definitivo. Gara d’appalto entro l’anno
PISA. Dice: «Anche le zone relativamente nuove come Cisanello e Pisanova sono andate in tilt dopo il nubifragio», e senza dimenticare parte del polo ospedaliero con conseguenti disagi. Il mega-acquazzone, come sempre accade in questi casi, ha fatto venire a galla i problemi. E anche le verità nascoste, a loro modo clamorose. Una su tutte: le acque piovane da Cisanello a Porta a Lucca, passando dalla zona di Ghezzano sino a toccare il centro, finiscono tutte nel Fiume Morto. Ovvero per defluire devono attraversare mezza città. La soluzione è pronta, ma ancora da realizzare: dividere in due il bacino. In modo che da via di Pratale fino a Porta a Lucca le acque continuino ad andare, attraverso il sistema fognario e gli altri canali, nel Fiume Morto. Mentre tutta la zona di Cisanello-Pisanova-Piagge dovrà scaricare le acque nel più vicino Arno. In altre parole, compito alleggerito per tutti.
I tempi. Il progetto, realizzato dal Consorzio 4 Basso Valdarno, è giunto alla fase del “definitivo”. «Entro settembre sarà convocata la conferenza dei servizi», annunciano il presidente del Consorzio Marco Monaco e il responsabile del progetto, l’ingegner Marco Nencioni. Il finanziamento (12 milioni di euro) è già disponibile e per questo il passaggio all’esecutivo dovrebbe essere rapido. «L’obiettivo è avviare le procedure di assegnazione dei lavori, con gara internazionale, entro l’anno», aggiungono. Qualcosa si muove, dunque, e di sicuro il nubifragio del 24 aiuta a fare pressing. Si consideri che l’intervento rientra nell’accordo di programma per il trasferimento dell’ospedale da Santa Chiara a Cisanello. Era il 2005, sono trascorsi dieci anni e, anche se le priorità erano altre, resta acre l’odore della lunga attesa.
Quattro lotti. Il progetto è composto in totale da quattro lotti. Quelli finanziati sono i primi tre, per quasi 22 milioni di euro. Il primo lotto (i cui lavori, ultimati, sono in fase di collaudo) ha visto la realizzazione del collettore interno all’ospedale di Cisanello e del manufatto di scarico diretto in Arno. «In questo modo - spiegano dal Consorzio di bonifica - lo scolo delle acque meteoriche dell’ospedale e del resto del bacino dello Scolo delle Piagge è già garantito in condizioni di ordinarietà». Il costo è stato di un milione e 880.000 euro.
L’idrovora. Il secondo lotto, quello decisivo anti-alluvioni, prevede la realizzazione dei canali di bonifica a servizio di Cisanello e Ghezzano e, soprattutto, un nuovo impianto idrovoro da 22 mc al secondo con recapito finale delle acque in Arno. «Riguardo ai problemi che hanno interessato l’ospedale dopo il nubifragio - fanno notare dal Consorzio - già le opere del primo lotto hanno permesso alla parte più alta del polo di non avere particolari difficoltà. Essendoci però un dislivello di tre metri tra le varie aree ospedaliere, è stata la parte più bassa a subire allagamenti». Proprio ad evitare questo dovranno servire gli interventi del lotto due.
Obiettivi. Ora il territorio a nord di Pisa che scola nel Fiume Morto è un bacino di quasi 1.200 ettari. Il progetto, “spostando” verso l’Arno il 50% degli ettari da servire, punta ad una riduzione consistente del rischio idraulico per Cisanello e Ghezzano, diminuendo al tempo stesso il carico dei quartieri attraversati dal fosso dei Sei Comuni, in particolare i quartieri della Fontina e di Porta a Lucca. Gli enti finanziatori, in varia misura, sono la Regione, l’Azienda ospedaliera e l’Università. La durata dei lavori è prevista in diciotto mesi.
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