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Pompieri, la maratona dei 440 sos

Pompieri, la maratona dei 440 sos

Raddoppiati i turni e squadre dalle altre province per affrontare l’emergenza

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PISA. Hanno raddoppiato i turni, lavorato quasi 24 ore su 24. Sono arrivati mezzi e uomini anche dalle altre province. Tre giorni no stop, impegnati senza sosta. Sui tetti, negli scantinati, negli ascensori bloccati, dispiegati in 12 quartieri diversi, quelli più colpiti dalla bomba d’acqua, i paesi sommersi che hanno trasformato Pisa in una laguna. Hanno anche dovuto sopportare le critiche e le proteste, i vigili del fuoco. «È anche questo parte del nostro lavoro - dice Ruggero Putoto, il portavoce del comando pisano - ma non sempre sono giustificate. Noi ce l’abbiamo messa tutta». In tre giorni di emergenza 440 interventi. Ieri alle 15 ne mancavano appena 20, code di chiamate arrivate dai cittadini dall’alba di lunedì 24 agosto. «Per la maggior parte si è trattato di prosciugamenti - dice Putoto - andiamo con il mezzo sul posto e pompiamo via l’acqua da scantinati, garage, taverne». Ma è capitato anche altro: in via del Tondo i pompieri sono saliti con la gru su un tetto mezzo crollato per le infiltrazioni. Oppure sono corsi nei palazzi, per liberare gli ascensori dall’acqua. «Ogni giorno in città sono stati impegnati dai 45 ai 50 uomini, dieci squadre al lavoro sul territorio. E questo anche grazie ai rinforzi arrivati dai comandi di Pistoia, Prato, Livorno e Lucca». In piena emergenza i vigili sono sfrecciati anche a Cisanello. «Siamo andati soprattutto dopo il black out in sala operatoria. In quel caso è ripartito tutto subito grazie ai gruppi elettrogeni di riserva in dotazione all’ospedale, ma se in qualche reparto si fossero verificati balck out a catena sarebbero serviti generatori esterni». Poi però sono arrivate anche le proteste. «Spesso veniamo accusati di non essere intervenuti in tempo, nel momento del bisogno. Ma è inutile intervenire prima che l’acqua cominci a defluire nelle fognature e nei fossi. La toglieremmo dalla porta e rientrerebbe dalla finestra».Fondamentale nella maratona dei soccorsi, però, anche il lavoro della Protezione civile e delle associazioni di volontariato. Senza Misericordia, Pubblica assistenza o Croce Rossa molti farebbero ancora i conti con l’emergenza.

(m.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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