Il dolore
Il 15 per cento non paga la tassa
Il Consorzio Basso Valdarno incassa ogni anno quasi sedici milioni di euro
PISA. Quindici contribuenti ogni cento non pagano il tributo al consorzio di bonifica. Una metà versa quanto dovuto in ritardo. L’altra metà è fatta invece di evasori totali. I dati arrivano dal Consorzio 4 Basso Valdarno, di cui fa parte anche Pisa attraverso il vecchio “Fiumi e Fossi”. E’ dall’1 marzo 2014 che i tre consorzi di bonifica “Padule di Fucecchio”, “Val d’Era” e “Ufficio dei Fiumi e Fossi” sono stati soppressi ed al loro posto è stato istituito il nuovo ente denominato proprio “Consorzio 4 Basso Valdarno”, la cui sede centrale è in via San Martino.
«Il Consorzio di bonifica garantisce un servizio per la tutela e la regimazione delle acque di pianura e di collina per migliorare le condizioni del territorio e salvaguardarlo», si legge sul sito dell’ente. Compiti che, quando si verificano nubifragi come quello di lunedì notte, acquistano un significato maggiore, con portata di polemica conseguente. E infatti il presidente della Regione, Enrico Rossi, nella conferenza stampa a Pisa tenuta nelle ore successive agli allagamenti ha detto: «Tutti dovranno pagare Fiumi e Fossi, noi li abbiamo ridotti e ristrutturati, ma ora tutti devono pagare per renderli più efficienti».
Più facile a dirsi che a farsi, numeri alla mano. Se nell’ambito del Consorzio 4 Basso Valdarno l’85 per cento paga regolarmente quando riceve la cartella (magari storcendo la bocca), quel restante 15 per cento recalcitrante significa non incassare oltre 2,3 milioni di euro. Prendendo i dati relativi allo scorso anno, il Consorzio ha inoltrato cartelle prevedendo un gettito pari a 15 milioni e 732.000 euro. Le statistiche rivelano che una percentuale tra l’8 e il 10 non paga subito, ma dopo un sollecito. Gli altri non versano mai niente, trattandosi in pratica di evasori totali. La cifra mancante, alla fine, supera il milione di euro. «Queste percentuali indicano comunque che qui la sacca di evasione è più contenuta rispetto ad altre realtà», sottolinea Marco Monaco, presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno.
Chiamati a pagare sono i consorziati, ovvero tutti i proprietari di immobili di qualsiasi natura (terreni, fabbricati, eccetera) ricadenti nel comprensorio di bonifica.
Nel Consorzio 4 Basso Valdarno sono circa 250.000 gli intestatari di cartelle, considerato che l’ente deve gestire un territorio così vasto e articolato da coinvolgere cinque province differenti, con quella pisana al centro, e 55 comuni.
I residenti di questa area, delimitata non dai consueti confini amministrativi, sono circa 760.000. Sono 208.000 gli ettari di territorio gestiti, per un reticolo idraulico che si estende complessivamente per quasi 4.200 chilometri. Altra cosa e altra gestione, per la precisione, è la rete fognaria di Pisa.
I quindici e passa milioni di euro che arrivano dal tributo vengono utilizzati dal Consorzio per svolgere le manutenzioni ordinarie e cofinanziare altri interventi. In particolare, i compiti del Consorzio sono programmare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da eseguire sui corsi d’acqua e sulle opere idrauliche consortili; lo studio e la progettazione degli interventi di ricostruzione e la realizzazione delle opere di bonifica; il servizio di tutela, regimazione e qualificazione dei terreni e degli immobili urbani ed extraurbani; la salvaguardia del territorio e dei suoi corsi d’acqua per scongiurare fenomeni catastrofici, alluvioni e degrado.
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