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monaco (fiumi e fossi)

«Sindaci, più investimenti e meno tagli dei nastri»

«Sindaci, più investimenti e meno tagli dei nastri»

PISA. «Si consideri il reticolo fognario come un’autostrada. A cose normali, il traffico scorre. In casi eccezionali, come la pioggia dell’altra notte, il sistema va sotto stress e si formano lunghe...

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PISA. «Si consideri il reticolo fognario come un’autostrada. A cose normali, il traffico scorre. In casi eccezionali, come la pioggia dell’altra notte, il sistema va sotto stress e si formano lunghe code. Tradotto: l’acqua non defluisce o lo fa molto lentamente». A parlare è Marco Monaco, presidente del Consorzio di Bonifica Fiumi e Fossi. L’eccezionalità della bomba d’acqua la mette come premessa del suo ragionamento. Valida spiegazione o anche attenuante. Ognuno la pensi come crede. Il resto, per Monaco, sono critiche dirette o comunque messaggi poco in codice.

Monaco, lei che è anche un ex consigliere comunale, ci spieghi l’accaduto...

«Pisa ha una buona rete fognaria. Ma un evento del genere non lo può sopportare».

Il motivo?

«Sono andate in crisi le aree più basse della città. O dove le fognature sono più vecchie. Come nella zona della stazione».

Il Consorzio che lei presiede è stato da più parti attaccato per i problemi di fossi e canali...

«Invece dico che non ci sono stati problemi. Unica eccezione il canale Caligi, nella zona di Ospedaletto-Coltano. La nostra struttura ha funzionato a dovere».

Ma allora cosa non è andato?

«Sia la rete fognaria di competenza comunale che la rete idraulica di competenza del Consorzio sono dimensionate per eventi meteorici non eccezionali. Questo è stato un evento eccezionale».

Alla conferenza stampa del governatore Rossi in Comune non eravate presenti...

«Non ci hanno invitato. Eppure facciamo parte del sistema e in certe occasioni soprattutto si dovrebbe fare squadra. Se uno non c’è, è più facile far pensare che lì ci sia una parte di colpe. Che non abbiamo».

Si metta nei panni di un cittadino pisano: cosa fare? Anche lei, come Rossi, consiglia le paratoie?

«Sia per case che negozi non vedo altro modo per proteggersi».

Ma non si può fare altro utilizzando i soldi delle tasse che versiamo?

«A noi piacerebbe poter scavare i fossi recuperando spazi di alveo, in particolare a Coltano. Sarebbe un contributo. Ma le leggi sull’ambiente pongono paletti: quanto scavato deve quasi sempre essere portato in discarica per lo smaltimento, decuplicando i costi. Abbiamo fatto proposte alla Regione per mitigare gli effetti, ma non sono state accolte».

In città come si potrebbe intervenire?

«Ricostruendo e migliorando i sottoservizi con strutture più adeguate. Ma vorrebbe dire tirare all’aria mezza città: non lo vedo possibile».

Un esempio?

«In zona stazione i binari sono un ostacolo. E comunque per metterci mano non basterebbero dieci milioni di euro».

Non ci sono alternative?

«Le amministrazioni comunali potrebbero smettere di fare “palazzi di vetro” che restano vuoti e concentrare le spese in altro modo. Troppo facile dedicarsi a tagliare nastri». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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