Il Tirreno

Pisa

Corso Italia conta le ferite

di Daniele Benvenuti
Corso Italia conta le ferite

Fioccano le accuse: la via è in pendenza, lastricandola si poteva correggere

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PISA. Lunedì lo hanno passato in piena emergenza per liberare dall’acqua negozi e magazzini. Ieri è stato invece il giorno del conto dei danni per coloro che sono riusciti ad aprire.

Questa la situazione delle decine di attività commerciali che hanno subito pesanti conseguenze dagli allagamenti di domenica notte.

Con il sole, almeno, i negozi si sono asciugati ma per la merce rovinata non c’è più niente da fare. Corso Italia è stata sicuramente una delle strade più colpite. In particolare il tratto che va da via del Cottolengo a piazza del Carmine.

Tratto nel quale praticamente tutte le attività, chi più chi meno, sono andate sott’acqua. Tra le più colpite la libreria Fogola con i suoi libri ai piani bassi degli scaffali completamente inzuppati.

I proprietari non si sono perduti d’animo riuscendo già ad aprire lunedì pomeriggio e trovando grande solidarietà da parte di amici e clienti soprattutto sul loro profilo facebook. E proprio dal social la libreria ha lanciato una iniziativa che ha già riscosso adesioni.

«Su sollecitazione di alcuni di voi – si legge nel post pubblicato ieri mattina dai titolari - faremo un elenco dei libri danneggiati ma leggibili (gli illeggibili purtroppo andranno al macero) e lo posteremo. Chi di voi è interessato all'acquisto, mandi un messaggio privato con il titolo e l'indirizzo. Grazie amiche e amici».

Per quanto riguarda le altre attività, Coin anche ieri è rimasto chiuso. I danni al grande magazzino sono stati notevoli con il piano interrato allagato e la centralina elettrica in tilt. Parquet rovinato al negozio Ingram, acqua nel magazzino di Luisa Spagnoli (bagnata molta merce della collezione invernale appena arrivata) ed a quello di Mango.

Purtroppo la zona più colpita non è nuova agli allagamenti e questo nonostante il corso sia stato completamente trasformato con una nuova lastricatura al posto del vecchio asfalto con i marciapiedi. Sono cambiate le attività commerciali, ma non il tipo di danno.

Unica differenza che, una volta, bastava solo un acquazzone più forte perchè il tratto centrale venisse invaso dall’acqua. Acqua quindi nelle Librerie Riunite (ora Camieu), nel negozio Guidi (ora Mango), nel cinema Italia (ora Benetton), nel negozio Divo (ora Ingram), nell’Upim (adesso Coin).

«Evidentemente qualcosa in più si poteva fare in fase di sistemazione della nuova lastricatura – commenta Roberto Balestri che per anni ha avuto una erboristeria in corso Italia -, visto che ancora una volta è la zona centrale ad essere allagata».

« Il corso, infatti, è in leggera pendenza verso il ponte di Mezzo e quindi quella parte si trasforma in una vasca. Quando c’erano i marciapiedi – dice ancora Balestri – si dava la colpa alle continue asfaltature che alzavano il livello della strada creando quindi una sorta di sacca per l’acqua. Adesso il corso è tutto pari ed il problema rimane».

Da qui una proposta che Balestri questa volta fa in veste di presidente di Confesercenti Toscana Nord.

«Evidentemente in quel tratto di strada le fognature non sono in grado di far defluire grandi quantità di acqua. Si potrebbe pensare ad un sistema di pompaggio tipo quello presente in alcuni sottopassi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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