Sicurezza
C’è un’arma in più contro il melanoma È “made in Pisa”
La diagnosi precoce si fa con un metodo non invasivo la scoperta dei ricercatori pisani insieme a colleghi inglesi
PISA. La diagnosi precoce del cancro alla pelle da oggi ha un’arma in più. Una decina di ricercatori dell’Università di Pisa e dell’Università di Lancaster hanno ideato una tecnica innovativa per individuare il melanoma senza effettuare una biopsia. Si tratta di un metodo non invasivo e che evita inutili rimozioni di nevi, frutto di una ricerca durata tre anni e finanziata da un bando della Regione Toscana nel 2012. Questo metodo è l’oggetto di un articolo pubblicato il 10 agosto sulla prestigiosa rivista scientifica inglese “Nature”. Il melanoma è uno dei tumori maligni più aggressivi e gravi. C’è un’allerta continua e la necessità di individuarli precocemente: ne va della possibilità di guarigione del paziente. Il team internazionale di ricercatori è composto da: Marco Rossi, Margherita Pesce, Gian Marco Vezzoni, Paolo Barachini, Gregorio Cervadoro, Marco Romanelli, Gemma Lancaster, Aneta Stefanovska, Barbara Loggini, Raffaele Pingitore, Fabrizio Ghiara. «I dermatologi si occupano dello spettro diagnostico, dello screening; spesso asportano nei che poi per fortuna non sono melanomi – spiega Marco Rossi, presidente della società europea di microcircolazione e professore della Sezione di Medicina dello Sport dell’Aoup -. La possibilità di riconoscerli prima di rimuoverli e esaminarli istologicamente, sarebbe una grande opportunità: limiterebbe il numero di asportazioni, darebbe una tranquillità al paziente e porterebbe alla rimozione solo quando la pericolosità del neo è sicura. Lo studio ha esaminato 55 pazienti con nevi atipici che hanno acconsentito ad esser controllati tramite l’uso di laser Doppler. Si tratta di un sistema in grado di individuare le minime variazioni nei flussi sanguigni sotto cute, che permettono ai ricercatori di differenziare il melanoma maligno dai nevi non cancerogeni. Le fluttuazioni registrate sono state poi analizzate dai ricercatori di Lancaster. Dopodiché, i pazienti esaminati hanno proceduto con la rimozione dei nevi analizzati e i risultati sono stati confrontati con le informazioni ottenute con la scansione con il laser Doppler. «Il laser Doppler consente un’indagine non invasiva sul paziente, appoggiando sul nevo sospetto un semplice rilevatore. Esso consente di rilevare il flusso del sangue: dalle sue caratteristiche abbiamo ricavato un parametro numerico che potrebbe permettere di svelare con elevata probabilità la pericolosità della lesione – aggiunge Rossi -. Questo studio ha portato a un primo risultato confermato al 95%. Occorre una certa prudenza quando si parla di patologie così gravi. Sicuramente questo è un importante punto di arrivo ma anche di partenza: come abbiamo scritto nelle conclusioni del lavoro, il risultato è da considerarsi preliminare e dovrà essere confermato in casistiche più ampie prima di considerarlo trasferibile alla pratica clinica». Diagnosi precoce vuol dire salvare vite umane. La malignità del tumore è nota, ma la sua gravità dipende da quando si arriva a riconoscerlo. «Vorrei ringraziare la Regione Toscana per aver messo a disposizione della nostra ricerca una somma piuttosto consistente, uno sforzo voluto personalmente da Enrico Rossi. La ricerca medica è un volano per l’economia – conclude il professor Rossi -. Se verrà brevettato il nostro risultato, la Regione e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana ne diventeranno co-proprietarie. Intanto, vorremmo trovare ulteriori finanziamenti per allargare la casistica e per avere ulteriori conferme».
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