Il Tirreno

Pisa

Un altro fiume scorre, è di rabbia

di Mario Neri
Un altro fiume scorre, è di rabbia

Infuriano le polemiche per un sistema idrico inadeguato Fogne che non ricevono, strade come canali, piazze come laghi

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PISA. «Buongiorno, vi scrivo perché tanto sono sveglia, da quando è cominciato il temporale. E non sono più riuscita a dormire. Abito in via Cisanello. Vi scrivo per tenermi compagnia, ho paura che la mia casa finisca sott’acqua come è già successo nel 2011. Ecco... scusatemi, entra, entra». Ore 6.47. La mail di Mariangela Orlando si interrompe qui, il fiume sulla strada ha rotto gli argini del suo racconto, spezzato il corso delle sue parole. Il cielo di Pisa è ancora un tetto di piombo, ha quasi smesso di piovere. Resta la rabbia. L’acqua ha invaso la cucina, il salotto, si è infilata dappertutto con le sue dita melmose. La città è una laguna, una catastrofe.

Le autorità parlano di un’emergenza eccezionale, con 150 millimetri di pioggia caduta in tre ore dalle 4 alle 7 del mattino. Una bomba d’acqua. Ma in città infuriano le polemiche per un sistema idrico inadeguato che puntualmente collassa di fronte a un nubifragio. «Filippeschi dimettiti», scrive Dario commentanto la notizia su Il Tirreno. C'è chi accusa il Comune di aver speso soldi inutilmente per San Giusto e San Jacopo, che «nonostante i milioni» sono finiti sott'acqua. Anche i Cinque Stelle attaccano l’amministrazione. «Manca una manutenzione costante della rete fognaria, condutture e fossati tombati nel tempo non vengono ripuliti e pian piano si otturano». Su Facebook e Twitter la rabbia e l'impotenza si alternano all'ironia. E Pisa, nei fotomontaggi, diventa Venezia. Massimo ne fa uno con Piazza dei Miracoli sullo sfondo, il prato come una laguna, in primo piano una gondola. Del resto, la città della Torre sembra davvero essere stata travolta da una piena. Tutti i sottopassi allagati, strade come canali, piazze come laghi urbani. Negozi che sembrano travolti da un’esondazione. Campi e giardini come risaie. Alle 7 il cielo di Pisa torna a schiarire, la città si risveglia sott’acqua. Riglione, Oratoio, Cisanello, San Giusto, l’aeroporto, la stazione, Porta a Lucca e tutta la zona a sud di Pisa non è più una rete urbana di asfalto e cemento, ma lagune, paesi galleggianti. «Pisa sott’acqua incluso il mio mini giardino – ironizza su Twitter Maria Chiara Carrozza – ho sentito il temporale stamani, ma non mi sono resa conto fosse così forte...». Anche da lei una stilettata all’amministrazione. In piazza Emanuele le biciclettte camminano con le ruote immerse fin quasi a sparire, via Colombo, Santa Bona, Della Spina vengono riaperte solo nel tardo pomeriggio. Chiudono l’Esselunga, la Coop a Cisanello. Migliaia di persone fanno i conti con quello che sembra il day after di un’alluvione. «L’acqua e il fango – dice un residente nel quartiere di Pratale – sono dappertutto, noi abbiamo il salotto al piano terra. È distrutto».

Auto in panne, il 118 a caccia di mezzi fuoristrada: moltissime ambulanze bloccate non riescono a raggiungere l’ospedale. La circolazione è in tilt. Quasi impossibile per metà giornata entrare in città. Il livello dell'acqua in alcune vie ha raggiunto i 50 centimetri. I fossi non ricevono, l’acqua non defluisce. Stazione e aeroporto ko, treni e voli hanno accumulato ritardi anche di due ore, oltre la metà cancellati. Nessuno, fino alle 10, riesce a salire su un regionale. Le linee per Firenze ripartono a singhiozzo; a Grosseto, Livorno, La Spezia si va solo con i bus, ma non bastano a soddisfare i passeggeri. Nelle sale di attesa esplode la tensione. C’è chi urla contro gli operatori, chi piange. Anche i binari diventano percorsi acquatici, quasi fossero campi vicini ad argini travolti dalla piena. «È solo un temporale», dice una ragazza americana, «come è possibile?». Anche le strade di Tirrenia e Marina sembrano un reticolo di canali. Per tutta la giornata i centralini dei vigili del fuoco restano intasati. «Sono le 16 e per ora siamo riusciti a rispondere soltanto a 100 delle 300 richieste», dicono dalla sala operativa. I pompieri raddoppiano i turni, rinforzi arrivano da Livorno, Lucca e Prato.

Il temporale è stato violento. Sono caduti alberi e l’acqua è entrata nei pozzetti facendo saltare contatori e impianti elettrici. Rimangono senza luce San Marco, Ospedaletto, Oratoio. I black-out colpiscono anche le sale operatorie di Cisanello. In via del Tondo il tetto di una abitazione crolla, accartociato fra legno e detriti. C’è anche una famiglia di sfollati a “Pisezia” oggi, la città che bastò un temporale per far diventare laguna.

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