Toscana
Ruba in spiaggia, pietà per il ladro «Gli ho dato soldi e da mangiare»
L’uomo, un 50enne, aveva sfilato un portafogli sotto l’ombrellone. I bagnini lo inseguono e lo prendono Arrestato dai carabinieri, ma il titolare del Bagno Imperiale si commuove: «Lo fa solo per fame»
TIRRENIA. Si è appostato sulla battigia. Ore 13, Bagno Imperiale. Un telo sulla sabbia e lui seduto a chiedere l’elemosina. Nessuno si è insospettito. Nemmeno i bagnini, perché a Tirrenia lo conoscono un po’ tutti, un mendicante, ma innocuo. Poi però è stato il caos, una signora dal mare ha cominciato ad urlare “Fermatelo, prendetelo, è un ladro”, e intorno altre persone che incitavano e gridavano, indicando l’uomo in fuga sulla spiaggia e fra gli ombrelloni.
«Avrà fatto trecento metri di corsa – racconta Gianni Annibali, proprietario del Bagno Imperiale – all’inseguimento ci si sono gettati in tre: mio figlio Paolo, il bagnino dello stabilimento vicino e un parcheggiatore, l’hanno preso davanti all’hotel Continental».
L’uomo aveva rubato un portafogli sfilandolo da una borsa sotto un ombrellone, approfittando del fatto che la proprietaria fosse in mare per un bagno. Ha preso le banconote e poi ha gettato il portafogli. «Ma vi prego non trattatelo come un delinquente, non raccontate questa storia come se il protagonista fosse un vero criminale – dice Gianni, uno dei proprietari storici di bagni a Tirrenia – Ha 58 anni, è stato penoso vederlo correre e fuggire, si è fermato stremato, piegato con le mani sulle ginocchia. E quando li ho raggiunti, c’era già la pattuglia dei carabinieri ad arrestarlo. Ha allargato le braccia: “Lo faccio per mangiare, non ho niente, non saprei come andare avanti”, ha detto. Mi ha fatto davvero pena, così gli ho dato qualcosa da mangiare e qualche soldo. Ero dispiaciuto, davvero».
I carabinieri non hanno potuto esimersi. Hanno dovuto arrestarlo. La pattuglia della stazione di Tirrenia ha assistito alla scena, l’uomo, un cinquantenne napoletano, è stato colto in flagranza di reato. Furto aggravato, sarà processato per direttissima. Rischia da uno a sei anni di reclusione. Ieri il magistrato non ha ritenuto fossero necessarie le misure cautelari, né la detenzione in carcere né i domiciliari.
Lo ha rimesso in libertà. E anche Gianni pensa che in fondo sia giusto così.
«Davvero – ci chiede ancora una volta – trattate la notizia come un caso sociale, il segno delle difficoltà economiche che si vivono in questo Paese. Se fossi stato io di vedetta sotto l’ombrellone, avrei detto a mio figlio di lasciar perdere. Lui ha agito d’istinto, poi si è reso conto. Quell’uomo era ed è solo un disperato. Almeno è l’impressione che abbiamo avuto. Per questo gli ho dato un panino, una bottiglietta d’acqua e anche venti euro. Gli ho detto: “Magari così ora per un paio di giorni non rubi, puoi comprarti da mangiare”. Ora spero solo stia bene».
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