Sicurezza
L’odissea notturna di padre e figlio negli ospedali
PISA. Le ragazze dormivano, e loro ne hanno approfittato. Le hanno derubate di tutto. Due valigie, un cellulare. A Pisa sono scese smarrite e disperate. «Nel panico totale, piangevano. Se non ci...
PISA. Le ragazze dormivano, e loro ne hanno approfittato. Le hanno derubate di tutto. Due valigie, un cellulare. A Pisa sono scese smarrite e disperate. «Nel panico totale, piangevano. Se non ci fossi stato io, non so immaginare cosa sarebbe potuto capitare loro», racconta il macchinista del treno 11701, un regionale partito ieri notte, alle 0,40, dalla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, e giunto in città intorno alle 2 sul binario 4.
Il suo è il racconto di un uomo delle Ferrovie che si sente sempre più inerme di fronte a un fenomeno dilagante sui regionali che attraversano la Toscana ogni giorno. Furti, aggressioni, violenze sono ormai pane quotidiano sui binari di serie B. «E lo sono soprattutto sui convogli notturni – racconta il macchinista – E anche ieri notte, come ogni notte, il treno che stavo guidando è stato preso d'assalto. Dei ladri sono saliti e hanno portato via il loro bottino. Hanno derubato tre ragazze, dall'accento credo fossero americane, fra i 23 e i 26 anni. Probabilmente approfittando del fatto che stessero dormendo, hanno sottratto loro due valigie e un cellulare. Vi immaginate cosa possa significare».
Vacanze infrante, la paura improvvisa di chi è lontano da casa e non sa neppure se riuscirà a tornarci. «Sei straniero, arrivi in un Paese che non conosci per visitare bellezze artistiche e paesaggi meravigliosi e d'improvviso precipiti nella disperazione, perché hai perso tutto: soldi vestiti biglietti aerei passaporti. Dev’essere terribile». Il macchinista lo racconta come un canovaccio ricorrente. «Di solito i ladri salgono lungo il tragitto, derubano i passeggeri mentre dormono assicurandosi di essere lontano dalla carrozza dal capotreno, si piazzano negli intermezzi e poi scendono un attimo dopo il fischio che indica la ripartenza e la chiusura delle porte». Un copione che sorprende sempre fra rabbia e impotenza. «Non ho potuto far altro che accompagnarle all'ufficio della Polfer per fare denuncia, dovevo tornare a fare manovra – conclude il macchinista – Potete immaginare il rammarico. Se avessi potuto le avrei ospitate io, invece ho potuto solo accompagnarle dagli agenti per la denuncia. Ormai è così, le notti sui regionali d'Italia stanno diventando viaggi estremi».
(m.n.)
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