Il Tirreno

Pisa

C’è chi sussurra davvero ai cavalli: lo paga lo sceicco

di Valentina Villa
C’è chi sussurra davvero ai cavalli: lo paga lo sceicco

Al Toscana Endurance Lifestyle di San Rossore occhi puntati sulla cura maniacale degli animali da parte degli stallieri arabi

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PISA. I cavalli dello sceicco Hamdan bin Mohammed Al Maktoum che hanno partecipato alla Toscana Endurance Lifestyle 2015, tenutasi fino a ieri all’ippodromo di San Rossore, sono veri e propri atleti e, come tali, nel loro staff è compreso un addetto al benessere psicologico: il “sussurratore”, ovvero lo psicologo equino. L’endurance è una disciplina equestre in cui il benessere del cavallo viene salvaguardato prima di quello del cavaliere e lo sceicco non lascia niente al caso. I cavalli hanno appunto a disposizione un “sussurratore” che li aiuta a correre per la vittoria e a mantenere la serenità mentale, come un qualsiasi atleta di alto livello ha uno psicologo che lo segue costantemente. Molti cavalli infatti sentono la gara, vogliono vincere e si agitano, per cui possono anche compromettere le visite veterinarie se gli batte velocemente il cuore per l’ansia e la voglia di ripartire. Un cavallo stressato, spaventato o demotivato poi, può avere dei cali di prestazione sportiva o, comunque, soffrire da un punto di vista psicologico. Il “sussurratore” alle dipendenze dello sceicco è un uomo vestito completamente di nero, che a fine gara o quando i cavalli ne hanno bisogno, li tranquillizza guardandoli, in silenzio, negli occhi o li accarezza parlandogli anche per ore, assicurando loro la serenità necessaria. Il “sussurratore” ha accompagnato gli animali anche durante il loro viaggio in aereo verso Pisa, dando loro il conforto e la serenità mentale indispensabile per affrontare la trasferta ed evitare traumi psicologici: i cavalli, si sa, non sono nati per volare. Il “sussurratore” forse aiuta i cavalli anche a non spaventarsi davanti alla folla di curiosi e di “groopies” che insegue lo sceicco. Tra le fan sfegatate del miliardario ci sono donne di diversa nazionalità, anche italiane, ultracinquantenni e ventenni, che girano il mondo con la carovana dell’endurance nella speranza di farsi sposare dal padre o dal figlio, il principe ereditario, ed è indifferente se le signore in questione sono già sposate e con figli.

Il benessere psichico va di pari passo con quello fisico e lo sceicco dispone di 20 addetti per ogni cavallo, mentre una persona comune di solito ha un paio di persone che seguono l’animale lungo il percorso di gara per assisterlo e spesso sono i parenti del cavaliere. Quando all’endurance è in arrivo uno dei cavalli dello sceicco, si vedono i suoi stallieri saltare in piedi come i meccanici della Ferrari al pit-stop di un gran premio e accogliere l’animale con tutte le cure prima di condurlo alla visita veterinaria anche perché, prima il cavallo arriva alla valutazione del medico, prima il cronometro della gara viene stoppato: vince il cavallo che impiega meno tempo a completare il percorso in salute.

Gli stallieri dello sceicco sono veloci a lavare, dare da bere e da mangiare al cavallo, li massaggiano con creme e integratori e si assicurano anche che l’animale faccia la pipì incitandoli a liberare la vescica fischiandogli dolcemente all’orecchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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