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Battini: ora torni il calore della gente

Battini: ora torni il calore della gente

«Non desidero alimentare polemiche, l’ambiente adesso ha solo bisogno di tranquillità. Con Lucchesi ci siamo chiariti»

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PISA. «Quello che importa è che il calcio a Pisa vada avanti: fino a pochi giorni fa avevo il 99% delle quote, ora ne ho il 20 ma non è questo che importa. Importa che all’Arena tornino il calcio e il calore della gente».

Carlo Battini, per sei anni (cioè dalla nascita del club) presidente dell’Associazione Calcio Pisa 1909 e ora socio di minoranza, smorza ogni possibile polemica con Fabrizio Lucchesi e spera che sempre con lui nella compagine sociale la città possa centrare la promozione in serie B, sfiorata per due volte consecutive sul campo e poi scippata a tavolino (fra due giorni sarà passato un anno da quella strana decisione che portò fra i cadetti il Vicenza anziché i nerazzurri).

Nei giorni scorsi, il passaggio di consegne è stato accompagnato da una serie di equivoci, ma Battini ora vuole guardare al futuro, non pensare più alle contestazioni ma lavorare per un obiettivo che resta comune a tutti.

È contento di aver ceduto alla fine il Pisa a Lucchesi? Un anno fa non vi eravate lasciati molt o bene.

«Ho ceduto la società per l’80% , consapevole di averla data a un uomo conoscitore di calcio. Ci siamo chiariti per il passato e sono tranquillo».

Da quando avete iniziato la trattativa, Lucchesi è rimasto l’unico vero candidato oppure no?

«C’era qualcuno che non voleva darglielo, ma la notte di Ferragosto, alle due di mattina, abbiamo concluso tutto. Proprio a quell’ora abbiamo sistemato tutto con la Camera di Commercio: i computer possono essere delle macchine infernali ma con le procedure informatizzate siamo in grado di avere date e orari certi e a non dipendere dalla presenza di uffici aperti e dall’apertura di un ufficio notarile. Non voglio entrare in polemica su chi è venuto, chi non è venuto».

Il riferimento è alla polemica scaturita nelle ore successive e ricordata nell’assemblea pubblica della domenica successiva: l’avvocato Bottone fu chiamato nella tarda serata per firmare la rinuncia alla prelazione da parte del Comitato Vecchio cuore nerazzurro, ma si rifiutò di arrogarsi quel diritto, preferendo (a nostro parere giustamente) demandare la decisione allo stesso Comitato, e successivamente, su iniziativa dei gruppi della curva Nord, all’assemblea cittadina.

Altri soggetti hanno però riferito, in via informale o anche ufficiale, di aver impostato delle trattative precedenti.

«A volte nelle trattative e nelle cose che vengono riferite intorno ad esse ci sono delle cose strane. La Norda per esempio non ha fatto nessuna trattativa per l’acquisto. Le cose sono queste, io non dico cose diverse da quella che è la realtà».

Lei è sempre dentro la società, anche se il pacchetto di maggioranza non è più suo. Che cosa serve alla società per ripartire dopo quest’estate molto movimentata?

«Oggi c’è solo da lavorare sul settore tecnico il più possibile per vedere di aggiustare i moduli di gioco di Gattuso. Ed è importante allentare la pressione. Ovviamente ci sarà sempre quella “tecnica” intorno alla squadra, lo stimolo e il pungo a far bene sono il sale e il pepe necessari».

E all’ambiente?

«La tranquillità. Bisogna lavorare, come detto, per la squadra. Ma è necessario evitare polemiche inutili ed io non ho intenzione di alimentarne alcuna. Ho sempre fatto per il Pisa tutto quello che potevo».

Battini fra l’altro ha spesso ricordato che molti mali dell’ultimo anno derivavano non da scelte sbagliate, ma da qualcosa di esterno: «Nell’agosto 2014 dovevamo essere ripescati noi, siamo stati privati di qualcosa che ci spettava di diritto e ho fiducia che il Tar, al quale ci siamo rivolti, riconosca i nostri diritti e la società venga almeno risarcita sul piano patrimoniale».

(a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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