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«Ci vogliono le “zone 30” per evitare gli investimenti»

«Ci vogliono le “zone 30” per evitare gli investimenti»

PISA. Vanno introdotte le “zone 30” anche a Pisa: questa la richiesta più rivoluzionaria avanzata dalla Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta, all’assessore comunale alla mobilità...

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PISA. Vanno introdotte le “zone 30” anche a Pisa: questa la richiesta più rivoluzionaria avanzata dalla Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta, all’assessore comunale alla mobilità Giuseppe Forte durante la Festa de l’Unità a Riglione. La vita dei ciclisti, secondo Rosanna Betti, coordinatrice Fiab Toscana, è ancora a rischio a causa del traffico automobilistico: «Chi usa la bicicletta ha sempre paura di essere investito – ha spiegato Betti – le “zone 30” sono tratti di strada urbane in cui il limite di velocità è di 30 chilometri all’ora. Resterebbero escluse da questo limite di velocità, ovviamente, le principali direttrici cittadine, ma così i ciclisti potrebbero muoversi in sicurezza su gran parte dei tratti urbani».

Le “zone 30” sono già diffuse a Reggio Emilia, Treviso e Vicenza oltre che in molte città del nord Europa, portando una drastica riduzione, secondo i dati resi noti dalla Fiab, degli incidenti. Nelle “zone 30” poi le biciclette dovrebbero poter andare nel doppio senso di marcia secondo la proposta di Rosanna Betti «perché è stato provato che ciò rende gli automobilisti più attenti e gli incidenti che vedono coinvolti bici e auto diminuiscono». Anche la segnaletica stradale, per la rappresentante della Fiab, dovrebbe essere più chiara per poter agevolare gli spostamenti dei ciclisti e farlo senza mettere a repentaglio la propria incolumità sia in città che lungo la nuova ciclopista dell’Arno.(v.v.)

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