Il Tirreno

Pisa

«Voglio un Pisa affamato»

di Antonio Scuglia
«Voglio un Pisa affamato»

Il mister prende il microfono e scatena l’entusiasmo dei tifosi nerazzurri

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PISA. Bagno di folla e di entusiasmo per Rino Gattuso: «Ho voglia di far bene. Prometto ai tifosi che alla squadra non mancherà la grinta. In campo andranno undici giocatori che dovranno mangiare l'erba». Sono queste le prime parole del neoallenatore del Pisa davanti alla stampa e a oltre duecento supporter radunati nell’auditorium del Nai’r a Ospedaletto per conoscere colui che dovrà cercare di riportare l'ottimismo e il sorriso all’Arena.

LUCCHESI. E' stato il nuovo presidente nerazzurro Fabrizio Lucchesi a presentare il nuovo mister. «Innanzitutto - ha detto Lucchesi - voglio ringraziare Giancarlo Favarin. Si è comportato da vero professionista. Mi ha detto che capisce le dinamiche del calcio. Non credo sia stato facile per lui, tifoso dei nerazzurri e pisano di nascita, dover rinunciare alla panchina della sua città. Quando ho rilevato la maggioranza del club nerazzurro ho detto che avevo bisogno di qualche giorno per decidere l'allenatore. In cuor mio avevo già deciso, ma era giusto parlare anche con Favarin. Lo ringrazio perché ha mantenuto la parola data ed è legato a noi. In bocca al lupo al vecchio tecnico ed altrettanto a Gattuso che ha già diretto il primo allenamento e ora inizia una nuova avventura».

CHI E’ GATTUSO. Rino Gattuso, classe 1978, vanta da calciatore un titolo mondiale, due coppa dei Campioni, due scudetti e numerosissimi altri trofei ed è un personaggio conosciuto in tutto il mondo, tanto che la comunità calabrese di Oshawa, in Canada, ha istituito in suo onore il «Gattuso Day» (25 giugno). E’ noto anche per la creazione di una fondazione «Forza Ragazzi» (2003) per dare un aiuto agli adolescenti meno fortunati della Calabria; nel suo paese natìo, Corigliano Calabro, nel dicembre 2006 ha aperto un'attività destinata alla depurazione e all'allevamento dei molluschi, che ha creato molti posti di lavoro. Si è presentato in sala con una sciarpa nerazzurra al collo e ha subito infiammato i tifosi: «Ringrazio Lucchesi - ha esordito - e tutti i tifosi presenti. Sono in tanti. Spero che allo stadio saranno tantissimi perché abbiamo bisogno del loro calore. Sono anch'io dispiaciuto sinceramente per Favarin. Spero di incontrarlo quando verrà a salutare la squadra (è poi avvenuto nel pomeriggio, ndr) e mi auguro di poter parlare un attimo con lui».

GATTUSO ALLENATORE. «Per me è un mestiere nuovo, - dice - ma ho tanta voglia di fare bene. Non ho paura di gettarmi in sfide difficili. A Sion negli ultimi mesi ho fatto il giocatore-allenatore; a Creta, visto che il presidente dell'Ofi non pagava, mi sono ritrovato nella duplice veste di allenatore-dirigente. Sono stato il primo giocatore giovane italiano a emigrare andando a giocare nel Glasgow Rangers. Non ho paura delle difficoltà. L'importante è fare una buona squadra. Sono quasi tutti ragazzi molto giovani, ma voglio parlare con loro come se fossero uomini fatti. L'umiltà va bene, ma non dovranno nascondersi sotto falsi alibi. Ho bisogno di gente che abbia voglia di indossare questa maglia».

Sul modulo da adottare Gattuso non ha perplessità. «Giocheremo con il 4-3-3, pressing alto e squadra corta, bisogna cercare e sfruttare la verticalizzazione».

IL PISA. «Ho sposato questo progetto perché credo nel presidente Lucchesi, - dice. - Insieme riusciamo a parlare di calcio. E' successo fin dalla prima volta che ci siamo conosciuti un anno fa a Firenze. Ho avuto altre proposte interessanti, ma volevo inziare questa avventura con lui. Dovevamo farlo a Carrara, poi la cosa non è andata a buon fine. Avevo delle offerte ma ho preferito aspettare: io qualche soldo l'ho fatto e non sono uno scialacquatore, ma non era facile dire ai miei collaboratori “aspettiamo ancora un po’” perchè lo stipendio è cenessari per vivere: adesso siamo a Pisa pronti a iniziare questa nuova avventura. Dobbiamo costruire in breve tempo una squadra competitiva. Cercheremo degli uomini esperti da affiancare al gruppo già esistente che è il patrimonio della società. L'obiettivo è fare bene e far tornare l'entusiasmo. Poi, a gennaio, se saremo in una buona posizione di classifica, sono sicuro che il presidente sicuramente non si tirerà indietro. Adesso, comunque, bisogna riportare l'entusiasmo in città e c'è bisogno di tutti: ci vorrà coesione tra noi, la dirigenza, i tifosi e i media».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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