Il Tirreno

Pisa

Quando il re della pista era solo lui

Quando il re della pista era solo lui

Dalle corse come fantino ai tempi d’oro da trainer. Nel 1985 gli avvelenarono 26 animali

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Nel palmarès di una carriera lunghissima ci sono più 51 vittorie sul campo, da cavaliere e gentleman dell’ovale, e oltre 2.000 successi da trainer. La prima vittoria da corridore arrivò con Carpaccio. Ettore Pistoletti non l’ha mai dimenticato quel cavallo. Era all’inizio, l’ippica era già passione ma non ancora una vera professione. Primi anni Settanta, lui giovane pisano classe ’44, fresco di laurea in legge, aveva trovato un posto da segretario comunale all’Isola d’Elba, prima a Porto Azzurro e poi a Capoliveri, ad avviarlo ai rudimenti dell’equitazione e delle corse era stato Ettore Camici. I cavalli alla fiune lo rapirono - ha raccontato nel 2002 in una intervista al Tirreno - e si convinse a cambiare strada. A tutta dritta sui purosangue e le corse.

Dalla sella Pistoletti decide di darsi un nuovo ruolo: allenatore e allevatore, e nel 1978 compra la scuderia di San Rossore. Dal 1982 diventa allevatore e allenatore professionista, non solo dei cavalli di sua proprietà, ma anche quelli degli altri. Cominciano lì gli anni più luminosi, costellati di vittorie, galoppate fulmianti sui circuiti con cavalli che hanno fatto la storia dell’ippica in Italia, fino a farlo diventare uno dei trainer più importanti nel panorama nazionale.

Con John Phill e Old Parr Pistoletti diventa l’asso pigliatutto delle corse. Ma tutto sembra crollare nel 1985. Nelle sue stalle, nel giro di qualche mese, muoiono 26 cavalli, 19 sono suoi, gli altri di proprietari diversi. Nell’immaginario collettivo degli sportivi e non, la “Barbaricina”, da culla dei campioni finiscone per diventare stalla degli orrori. Sui titoli di tutti i giornali nazionali è la strage dei cavalli, 26 purosangue uccisi dall’arsenico.

Pistoletti è un vulcano, appassionato di pesca, mare, antiquariato, calcio (è interista), ma soprattutto adora i cavalli, la loro forza, così riparte, torna ad allenare, la “Barbaricina” riparte al galoppo. La rivincita se la prende con Micharro. “Micharro vince a Livorno, la risposta alla strage”, titola il Tirreno a pochi mesi dal caso. Una volata che si è di nuovo fermata negli ultimi anni, questa volta per colpa dei soldi.

(m.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa