Il Tirreno

Pisa

Il business dei cavalli

Barbaricina fra epica e orrori, all'asta la scuderia dei campioni

Mario Neri
Barbaricina fra epica e orrori, all'asta la scuderia dei campioni

Andrà all’incanto a settembre l’allevamento di Ettore Pistoletti, storico allenatore di cavalli. Quasi 4 milioni per decine di cascinali, stalle, abitazioni e galoppatoi nel cuore di San Rossore

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Gloria e orrore, galoppate e vittorie epiche e macabre vendette sui purosangue. E poi il calendario, scandito da decadi che ricorrono nella storia di questo podere quasi con la puntualità inquietante di un sortilegio. I grandi successi e la strage dei cavalli, uccisi con il veleno o con la violenza delle asce. Ogni dieci anni un fatto importante, uno spartiacque significativo nella storia della scuderia. Così per Ettore Pistoletti, storico trainer e allevatore di cavalli pisano, l'asta pubblica con cui il tribunale di Pisa fra poco meno di un mese proverà a vendere al miglior offerente la “sua” Barbaricina sarà dolore e liberazione allo stesso tempo. A San Rossore è una delle più grandi. Un gioiello nella tenuta presidenziale.

All’incanto vanno due unità immobiliari, due grandi nuclei di cascinali bellissimi: una con 15 fabbricati in oltre due ettari di terreni e una formata da un complesso diviso in sette particelle catastali diverse con edifici civili e manufatti agricoli distribuiti su più 110mila metri quadrati. In tutto 13 ettari con più di 100 box per cavalli, attrezzature ippiche, fienili, magazzini, sellerie, ripostigli, infermerie, locali ricreativi, sale biliardo e soprattutto abitazioni a uno e due piani, case coloniche per gli artieri e ville padronali con camere da letto, saloni, cucine, bagni, lavanderie, seminterrati, cantine, tutto contornato da parchi, un ovale per le prove e perfino una piscina.

La base d'asta è da 3.883.000 euro, e chi vorrà rilanciare dovrà farlo con offerte in aumento di almeno 5mila, cauzione da 388.300 euro. Unica condizione: restano attivi quattro contratti di affitto su una delle unità che però fruttano quasi 40mila euro all’anno. Non proprio spiccioli. La gara è fissata il 18 settembre alle 9, nella sala dell'Ordine degli avvocati. La “Barbaricina” va sul mercato in esecuzione di un’ingiunzione promossa da vari soggetti fra cui il Banco Popolare e il Monte dei Paschi di Siena nei confronti della Immobiliare San Rossore srl, oggi proprietaria degli immobili.

Per Pistoletti, oggi 71 enne, è stata un luogo totem. E si chiude così una parabola gloriosa, a volte romanzesca, altre addirittura tragica, con venature da racconto gotico. Una scia di vittorie e orrori che ha segnato la storia dell’ippica italiana per quasi trent’anni. Un plot di cui protagonista indiscussa è stata proprio la scuderia di Pistoletti e la sua personalità. Con lui, e spesso suo malgrado, la “Barbaricina” nel corso del tempo diventa quasi un set, prima come culla della grande ippica, poi come scena di un noir.

Nel 1975 il trainer conquista le sue prime vittorie da gentleman dei circuiti, nel 1985 la sua vita viene stravolta: l'arsenico piomba nelle stalle, il veleno causa la morte di 26 cavalli, uccisi per gelosia da un amico di famiglia. Roso dall’invidia per i tanti successi, Bernardino Pezone, insieme a suo figlio Giuseppe e con la complicità di un artiere, ordisce una strage. Per mesi su San Rossore aleggiano sospetti, misteri, si pensa ad un’epidemia e a trame oscure. Alla fine le indagini dei carabinieri riescono a fermare uno stillicidio che aveva spezzato le vite di alcuni dei più grandi campioni delle corse. Dopo la strage, una pausa, la pace, e la voglia di ricominciare. Ma presto arriva un’altra scossa, ancora una ferita profonda nel 1996, altro sangue, macabri rituali, quattro bai avvelenati, altri tre uccisi come vittime sacrificali, ritrovati mutilati nei fienili: la mano di una setta, addirittura di un altro “mostro” che insanguina gli allevamenti della Toscana, si disse. Ma Pistoletti non si arrende, rimonta in sella. Ci riprova, si lancia ancora al galoppo, almeno fino all’ultima onda d’urto, all’arrivo della crisi dell’ippica. Così la “Barbaricina” è caduta in rovina.

Ora potrebbe diventare un'occasione ghiotta per passioni e ambizioni degli sceicchi impegnati in questi giorni nella Toscana Endurance Lifestyle, la grande competizione ippica mondiale di resistenza di cui i corridori degli Emirati Arabi si annunciano i protagonisti assoluti. Per il principe Hamdan bin Mohammed Al Maktoum, sceicco di Dubai, la “Barbaricina” sarebbe il luogo ideale per i suoi 46 purosangue d'Arabia a temperature miti in inverno. Le decadi “nere” si sono chiuse da un pezzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web