La manifestazione
Dramma a Marina ma è soltanto un’esercitazione
Ustioni, fratture, traumi multipli, contusioni e crisi isteriche a causa di un incidente al largo. 80 operatori Cri impegnati
MARINA DI PISA. Sembrava di essere a Hollywood e di assistere alle riprese di un film di Steven Spielberg mercoledì sera a Marina di Pisa e invece era “Medusa 2015”, l’esercitazione più impegnativa dell’estate del Comitato provinciale di Pisa della Croce Rossa Italiana. Lo scenario: un morto e 21 feriti, il bilancio dell’incidente in mare avvenuto mercoledì alle 19 a poche miglia marine dal “Co&B”, il bagno della Croce Rossa a Marina di Pisa. I naufraghi hanno riportato ustioni, fratture esposte e non, lacerazioni, traumi da contusione e non sono mancate le crisi isteriche dovute all’incidente. Sullo yacht c’è stata un’esplosione per motivi ancora da accertare e un incendio, poi la barca è affondata. I soccorritori si sono attivati in pochi minuti e dalla spiaggia sono partite una moto d’acqua, una scialuppa di salvataggio e un pattino e due unità cinofile erano pronte a tuffarsi: 6 soccorritori erano in acqua e altrettanti sulla spiaggia. 80 operatori della Cri sono stati impegnati per oltre due ore nelle operazioni. Nel parcheggio del “Co&B” sono arrivate tre ambulanze, un’automedica, un pulmino per i codici minori ed è stata allestita una Pma, Postazione medica avanzata, ovvero un ospedale da campo con due tende, dotate di barelle, medicinali, bombole per l’ossigeno e personale qualificato: una quarantina di soccorritori tra cui due medici e quattro infermieri del 118. In pochi minuti i naufraghi vengono soccorsi in mare, portati sulla spiaggia dove viene fatta una prima valutazione e poi spostati nelle tende del Pma. Si sentono i lamenti e i gemiti ininterrotti dei feriti, ma anche le parole di incoraggiamento e delle operazioni di medicazione da parte dei soccorritori.
Tutto è talmente realistico da dare i brividi, ma lo è per permettere agli operatori di calarsi nella scena e essere pronti il giorno in cui dovranno entrare in azione in una vera emergenza. Una volontaria della Croce Rossa spiega che la tecnica della simulazione di situazioni di emergenza, con l’ausilio di attori e truccatori, è nata durante la seconda guerra mondiale a opera dell’esercito inglese, per preparare il personale agli scenari che si sarebbero trovati ad affrontare in battaglia. Una tecnica, quella dell’esercitazione, talmente valida da aver fatto sì che la prima ambulanza ad arrivare a Viareggio, dopo l’incidente dei treni nel giugno del 2009, fosse quella della Croce Rossa di Marina di Pisa. Tra i volontari impegnati nella simulazione “Medusa 2015”, alcuni hanno affrontato l’emergenza dell’affondamento della Costa Concordia. Ad assistere alle operazioni di salvataggio un centinaio di bagnanti arrivati anche dalle spiagge limitrofe e gli 8 truccatori che hanno trasformato il personale della Croce Rossa in perfetta salute in naufraghi orribilmente feriti. Un po’ di preoccupazione tra gli spettatori, pur essendo un’esercitazione, comunque si è respirata: «Se qualcosa va storto, rimaniamo solo mia nipote ed io: in acqua ci sono mia nuora, mio figlio e mio marito», ha sussurrato una signora all’amica. Ma tutto è andato benissimo.
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