Il Tirreno

Pisa

Aste, Palazzo Boyl torna in vendita a prezzo scontato

Servono 3.675.000 euro per aggiudicarsi lo storico edificio Ipotesi appartamenti nello stabile sul lungarno Mediceo

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PISA. Torna all'asta con un prezzo ribassato di oltre un milione di euro, lo storico Palazzo Boyl sul lungarno Mediceo.

Andato deserto l'incanto di quando venivano chiesti 4.900.000 euro per aggiudicarsi l'immobile, il 15 ottobre il Tribunale metterà di nuovo sul mercato il manufatto con una base di 3.675.000 euro.

Il destino del palazzo si incrocia nelle sue disavventure recenti con la sorte della società "Giovanni Tognozzi Spa" di Firenze.

La storia dell'immobile subisce gli inciampi prima economici e poi giudiziari dell'ultimo proprietario di un gioiello di 3.000 metri quadrati con vista sull'Arno con spazi commerciali e residenziali di grande pregio.

L'imprenditore Emidio Petrilli, 75 anni, non solo ha visto fallire nel marzo 2014 la sua società, ma è anche stato coinvolto in un procedimento penale per corruzione di un dirigente dell'Agenzia delle entrate di Firenze accusato di aver preso soldi per risolvere i suoi guai col fisco.

Ricchi di affreschi, pareti e soffitti del palazzo ospitano una sequenza di opere d'arte (una per tutti il grande affresco dell'"Olimpo" attribuito ad Annibale Marianini, ndr) abbandonate da decenni.

Quelle volumetrie (valore iniziale sui 7.000.000 di euro) avrebbero dovuto essere trasformate in appartamenti.

Un frazionamento tipico di interventi che hanno come obiettivo quello di puntare su immobili di pregio per moltiplicarne il valore con una destinazione residenziale di lusso.

«Ai fini della eventuale futura ristrutturazione, frazionamento, restauro e riorganizzazione funzionale interna ed esterna – si legge nella perizia consegnata al Tribunale – è stato presentato un piano di recupero in data 31 ottobre/2007 per il quale sono stati ottenuti i relativi nulla osta dai vari enti preposti al quale non ha mai fatto seguito la relativa pratica edilizia da presentare al Comune di Pisa per l’esecuzione dei lavori».

Con il default della Tognozzi il progetto si è arenato. E ha lasciato anche un debito fiscale di 200.000 euro nei confronti del Comune per il mancato pagamento dei ponteggi.

Per qualche settimana, alla fine dello scorso anno, l'edificio fu occupato su iniziativa del Municipio dei Beni Comuni.

Una protesta simbolica ispirata alla volontà di denunciare la mancanza di spazi a uso pubblico e la logica della speculazione nel lasciare vuote quelle cubature ricche di storie alla malora in attesa di operazioni immobiliari.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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