Italia
«Altro che tabù, dateci il vostro vino»
L’ambasciatore degli Emirati Arabi alle imprese pisane: da noi il mercato è aperto, il 79% dei residenti è straniero
PISA. E pensare che perfino nei menu dell’Ippodromo è praticamente un tabù: vietato sevire alcol a cavalieri e cavallerizzi degli Emirati Arabi, recita il ferreo galeteo della manifestazione. Solo che a Dubai «noi emiratini siamo solo il 21 per cento, gli altri residenti sono stranieri che vivono e lavorano nel nostro paese. Quindi sì, il vostro vino potrebbe interessarci», dice alla platea del Palaffari l’ambasciatore Saqer Nasser Al Raisi.
Davanti a lui ci sono 150 imprenditori toscani, almeno 80 vengono dalla provincia di Pisa, riuniti dalla Camera di Commercio per tentare la fortuna e farli incontrare con manager, uomini del governo e finanzieri del paese del Golfo Persico. Il presidente Valter Tamburini ha organizzato un simposio cogliendo al volo l’occasione del Toscana Endurance lifestyle, che non è una sfida ad imitare lo stile di vita toscano il più a lungo possibile o una marca di telefonini ma una corsa di cavalli, la competizione modiale più importante nell’ippica per gli appassionati delle lunghe galoppate. In sala ci sono i rappresentanti delle aziende agroalimentari come il Pastificio Romeo di Montopoli, sponsor dell’evento, ma non c’è neppure un’azienda vitivinicola. Nemmeno un bicchierino di rosso al buffet. Guai ad offendere gli emiri. Eppure ora si scopre che, se non per se stessi, gli sceicchi non disprezzerebbero di poter aprire le porte dei loro mercati ai vini dei colli pisani. «Eventi come questi sono fondamentali per far entrare in contatto una delle regioni più dinamiche a livello europeo con l'hub mondiale che in questi ultimi anni sta conoscendo lo sviluppo più prorompente - dice Al Raisi - nel 2014 gli Emirati hanno avuto un Pil di 413 miliardi di dollari e un reddito pro capite di 60mila dollari». Insomma, per Pisa potrebbe essere una frontiera d’oro. Lo sa bene Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione, agenzia regionale per lo sviluppo economico . «Il mercato arabo - dice - è davvero un’occasione. La Toscana è la seconda regione italiana per l’export negli Emirati Arabi, un giro d’affari da 1,3 miliardi. Prevalentemente centrato su gioielli, lusso e meccanica. Ma ci sono settori, abbiamo capito, dalle grandi potenzialità: la moda, l’agroalimentare e la tele medicina, le tecnologie. Solo nell’aeroporto di Dubai circolano ogni anno 70 milioni di persone. Immaginate cosa potrebbe significare entrare nei duty free dello scalo».
È quella la porta d’accesso ai sogni milionari delle aziende nostrane. Ma prima bisogna convincere Hamdan bin Mohammed Al Maktoum, il principe ereditario di Dubai a far svernare i suoi purosangue nella tenuta di San Rossore.
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