Il Tirreno

Pisa

Barriere anti-frana dopo il rogo

di Sharon Braithwaite
Barriere anti-frana dopo il rogo

Concluse le operazioni di bonifica in seguito al violento incendio che colpì il Monte Serra l’11 luglio

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CALCI. «I nostri bellissimi monti gridano vendetta. Negli ultimi tempi sono stati colpiti da diversi roghi. Le indagini delle istituzioni competenti sono in corso, speriamo che presto si trovi il responsabile e che ci siano pene esemplari».

Con queste parole il sindaco Massimiliano Ghimenti commenta la fine dei lavori di bonifica e messa in sicurezza del versante che fu colpito da un vasto incendio un mese fa. La mattina dell’11 luglio le fiamme si propagarono rapidamente da un uliveto in località San Bernardo verso la vetta del monte. Una colonna di fumo denso si alzò ben presto, complice un vento moderato proveniente da ovest, ed era visibile anche a parecchi chilometri di distanza. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco: i calcesani, ma non solo, seguirono con il fiato sospeso le lunghe operazioni di spegnimento dell’incendio. Le fiamme divorarono quasi 30 ettari di bosco, nonostante l’intenso lavoro dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei tanti volontari antincendio boschivo, che con l’ausilio di Canadair ed elicotteri evitarono l’ulteriore estensione del rogo. Provvidenziale anche il contributo di operai e volontari inviati dagli altri Comuni del Lungomonte pisano. In fumo decine di esemplari di pini, castagni e macchia mediterranea. Annerita la natura, ma anche l’animo di chi ama i Monti Pisani e sceglie di viverci o di visitarli. Per fortuna nessun pericolo per le abitazioni. Ma il danno ambientale è stato ingente.

«Non è stato ancora quantificato. Alcuni terreni interessati sono privati e con basso valore catastale – dice il primo cittadino –. Il danno c’è stato e riguarda tutto e tutti, non si parla solo della bellezza del territorio: le fiamme hanno distrutto bosco e sottobosco che garantiscono la sicurezza di chi sta a valle».

La stagione delle piogge è alle porte e Comune e Provincia hanno lavorato per ridurre il rischio idrogeologico e rendere sicura la viabilità. Le fiamme, infatti, avevano raggiunto la località “Le Porte” e la strada provinciale del Monte Serra. Le operazioni di bonifica si sono protratte a lungo nei giorni successivi all’incendio: in primis, è stato creato un confine intorno all’area bruciata. Poi è stata rimossa la vegetazione carbonizzata e verificata la stabilità del terreno, trattandosi di una zona piuttosto impervia e ripida. I tecnici e gli operai del Comune hanno installato sul versante delle barriere basse, una sorta di paratie, allo scopo di prevenire la caduta di massi e detriti dal monte a valle.

«Non bisogna dimenticare che chi in maniera scellerata appicca incendi mette a rischio l’incolumità di tutti, anche dopo lo spegnimento delle fiamme: prima erano le radici degli alberi e del sottobosco a mantenere saldo il terreno; oggi ci sono degli sbarramenti costruiti con materiali naturali trovati sul posto», conclude Ghimenti.

Sono stati inoltre ripuliti i canali di scolo delle acque. Dopo un mese, il versante ferito è pronto per affrontare i mesi più piovosi dell’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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