Il Tirreno

Pisa

Bagni pubblici costosi ma poco funzionali

Bagni pubblici costosi ma poco funzionali

All’ingresso un’orrenda balaustra in truciolato e un cartello scritto a penna

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Accoglienza ai turisti? Certo, volentieri. Si inizi, però, dai bagni pubblici. Almeno.

Sono passati oltre dieci anni da quando furono inaugurati i servizi igienici delle Logge de Banchi eppure continuano a non funzionare o ad essere poco funzionali. Costarono circa centoventimila euro perché all’interno ci sono antichi mosaici ma nonostante tutto, chi di volta in volta li gestisce, fa di tutto per nasconderli o per farli funzionare male. Ora, la balaustra che delimitava l’ingresso dei servizi pubblici sfoggia un orribile truciolato di copertura. L’unico cartello che segnala ai tanti turisti la presenza di un servizio igienico è costituito da un foglio di carta appiccicato con del nastro adesivo su cui c’è scritto a penna e solo in italiano “bagni pubblici”.

A mettere il dito nella piaga di questa lacuna del nostro centro storico, c’è da aggiungere che i bagni pubblici non hanno l’accesso per i disabili. La cosa che infastidisce ancora di più, è che i gestori di molti bar di Corso Italia, non avendo loro i servizi igienici, e lavandosene le mani, mandano bellamente i turisti in quei bagni ben sapendo delle difficoltà che ci sono a trovarli. Se si ha la necessità di usare la toilette o entri in un bar e paghi un euro per un caffè oppure ti devi arrangiare.

Una situazione paradossale per una città come Pisa che si definisce turistica e che si candida a capitale della cultura italiana. Nel 2000, l'allora assessore comunale ai lavori pubblici Giuseppe Sardu iniziò l'opera meritoria di recupero e riapertura al pubblico dei monumentali bagni, monumentali perché hanno un grande valore storico ed artistico visto che al suo interno ci sono mosaici stupendi. La gestione fu affidata all'inizio alla Gea, ma con risultati del tutto scarsi. Nel 2005, la gestione dei bagni passò ad una cooperativa di senegalesi, la Solugal. Ma con questo cambio della guardia le cose non andarono meglio.

E così via, gli unici bagni pubblici passano di mano in mano ma nulla cambia. Ed ora ci mancava la falsa balaustra, che sta per cedere e che è contenuta da un telaio fatto interamente di truciolato.

Falsa balaustra perché quella fu un lascito generoso alla città da parte della casa di produzione del film “L’amore ritrovato” con Stefano Accorsi.

(car.ven.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa