Sicurezza
Tirrenia, c’è il temporale ma sembra un’alluvione
Gli abitanti arrabbiati con il Comune: «Strade allagate per due gocce di pioggia» Problemi alla rete di drenaggio: bocche di lupo e tombini sporchi anche a Marina
TIRRENIA. «Bastano due gocce. Due ore di pioggia e Tirrenia diventa un parco acquatico. Ma come è possibile?». Per Roberta Mariani, fiorentina, è la prima estate sul litorale pisano. Ha preso casa in affitto da amici di amici. La sua strada è quella nella foto, via dei Gelsomini, ma potremmo essere anche in via dei Ginepri, dei Biancospini, degli Allori, dei Pioppi, degli Ontani, delle Ginestre e perfino delle Salvie e dei Narcisi, fate voi. Il fatto è che questa rete di contrade marinare, voluta da Costanzo Ciano negli anni Trenta e disegnata (evidentemente) da appassionati botanici, va sottacqua ad ogni acquazzone, temporale, pioggerella. Manco a parlare di bombe d’acqua: se si tratta di quelle ogni volta è come se la località venisse investita da un’alluvione.
Così ora la pazienza della signora Mariani sta tracimando: «Mi avevano detto: “Vai tranquilla, è quasi come la Versilia e ti costa meno”. Certo, ci sono le villette con i pini e i giardini per far giocare i bimbi, ok, ma ad ogni perturbazione bisogna preparare le calosce».
È bastato il maltempo di sabato notte e di domenica a riproporre una scena che da queste parti però i vacanzieri abituali conoscono bene. Pozzanghere nelle vie e sui prati, piscinette quasi impossibili da mandar via. Qualche specchio d’acqua c’era ancora ieri.
«In effetti le vie si sono trasformate in fiumiciattoli anche stavolta. Ma non sempre si riesce a girare in canoa nelle stesse strade. Un peccato, i miei nipotini ne vanno matti», ironizza una residente di via dei Lecci.
Dipende dalla capacità di ricezione delle bocche di lupo, l’unico sistema di drenaggio delle acque bianche esistente nella frazione rivierasca. Così bastano poche ore per riempire di foglie, aghi di pino e terra le uniche vie di sfogo sotterraneo. «Purtroppo - spiega l’assessore Andrea Serfogli - a Tirrenia manca tutto il sistema di fognature bianche. Per realizzarlo ci servirebbero risorse che non abbiamo, l’unica speranza è che ci consentano di sfondare il patto di stabilità».
Il fenomeno degli allagamento diventa cronico soprattutto in estate, quando la popolazione passa dai 3mila residenti ad almeno 15mila abitanti. «In ogni caso la pioggia di ieri non ha procurato grandi disagi - dice Simone, 20 anni, mentre cammina con un trolley in via delle Querciole - ma la tempesta di una settimana fa, sì, è stata devastante. Temevo che alla fine arrivasse in casa».
Un’eventualità che hanno sperimentato in molti. Succede spesso su viale del Tirreno ma pure a Marina di Pisa. Un punto debole, da sempre, è via della Sirenetta, a Bocca d’Arno. Poi c’è via Flavio Andò, una parallela del lungomare. Gli abitanti dei civici che vanno dal 2 al 6 si sono ritrovati con la strada allagata. Due delle abitazioni, poi, hanno il giardino ad un livello inferiore del piano stradale e l’acqua è scesa fino alle porte di casa.
«Ora basta - dice Marco, uno degli abitanti della zona - Il Comune faccia qualcosa. Ci sono tutti i tombini pieni di sporcizia, fogliame e melma. Non è dignitoso né civile. Ma soprattutto: se arrivasse davvero, la bomba d’acqua?».
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