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Pisa

Manager ambizioso col pallino sicurezza

Manager ambizioso col pallino sicurezza

Mariano Bizzarri tra business, pubbliche relazioni e sponsor Politici e uomini delle istituzioni ospiti nel suo programma tv

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PISA. Presidente, amministratore unico, legale rappresentante. È uno e trino al comando della sua creatura, il “Corpo Guardie di Città”.

Senza scomodare la santissima trinità, di sicuro Mariano Bizzarri Ollandini, 37 anni da compiere domenica, espressione di quella Pisa da copertina che suscita interessate simpatie e feroci inimicizie, è uno che crede in se stesso. Chi lo ha conosciuto non ne dubita.

L’intraprendenza non fa difetto all’imprenditore che, novello self-made man, riempie il proprio sito web con un curriculum degno di un paio di vite vissute intensamente.

Figlio dell’avvocato Francesco Bizzarri, luogotenente di Mezzogiorno nel Gioco del Ponte, Mariano alle tradizioni dei fasti della Repubblica Marinara, ha preferito concentrarsi sulla vigilanza privata. Security manager per l’esattezza. Il suo pallino è la sicurezza. Ne ha fatto una professione. E per ribadire il concetto da anni conduce in una tv locale, sottolineando nei titoli di testa la paternità dell’idea e allungando il curriculum con la qualifica di giornalista, il programma “Professione sicurezza”.

Un palcoscenico che dà visibilità e che diventa passerella per politici e uomini delle istituzioni. Prefetti e questori, ma anche funzionari delle forze dell’ordine con una preferenza per la polizia e le sue sigle sindacali, sono stati ospiti in trasmissione. Informazioni di servizio per i cittadini. Consigli utili per difendersi da ladri e banditi forniti da professionisti della sicurezza. Stalking, femminicidi e tutto quello che la cronaca rappresenta nella sua devianza quotidiana trova spazio nella rubrica tv ideata e condotta dall’one man show premiato nel 2013 come miglior giovane imprenditore. Un progetto televisivo che nel tempo è diventato luogo di contatti e di relazioni. Sì, perché Bizzarri è un tipo che ama bruciare le tappe e sa coniugare business e comunicazione. Un furto sventato dalle sue guardie si traduce in comunicati stampa ricchi di dettagli e corredati di foto. Un premio ottenuto è un trofeo da esibire in bacheca. Nel settembre 2005 diventa titolare (il più giovane in Italia) di licenza di pubblica sicurezza per tutta la provincia di Pisa. La stessa autorizzazione sulla quale ora sono concentrate le attenzioni della prefettura attraverso le ispezioni di carabinieri, polizia e Guardia di finanza. Dopo una duratura alleanza con Confcommercio, di cui è stato sponsor in innumerevoli iniziative editoriali e promozionali, nella scorsa primavera ha cambiato casacca, entrando nella giunta nazionale di Assicurezza, l'associazione delle piccole e medie imprese della vigilanza privata aderente a Confesercenti. Il personaggio è animato da un dinamismo traversale. Tra i suoi clienti ci sono banche locali e nazionali, università, industrie e società di servizi. Il “Corpo Guardie di Città” è quello che si dice un’azienda che lavora. Se uno sente la campana della concorrenza i mugugni non mancano e li stanno valutando da ieri mattina le forze dell’ordine.

Coglie l’opportunità nell’allora embrionale attività della sicurezza negli stadi. È lui a promuovere i primi corsi per formare steward (la società è responsabile della sicurezza per Pontedera e Tuttocuoio) ed è della scorsa settimana l’uscita pubblica che misura il polso all’imprenditore con tendenze da grandeur.

Con un comunicato stampa ha imposto un diktat al presidente del Pisa, Carlo Battini: «Se non vende a Ruggeri (ipotesi poi superata dagli eventi, ndr) o a una persona di uguale spessore calcistico che investa risorse e competenze nell’Ac Pisa 1909, il Corpo Guardie di Città non si può più permettere di sostenere l’attuale società sia come sponsor istituzionale che per azienda fornitrice dei servizi di stewarding in occasione delle partite casalinghe perché questa situazione può ledere l’immagine dell’azienda oltre a creare importanti insolvenze tali da produrre gravi conseguenze negative per la Srl». Nel duplice ruolo di fornitore e sponsor, Bizzarri arriva a strigliare il patron nerazzurro accusandolo neanche tanto velatamente di non pagare con regolarità. L’episodio del Palabingo di Navacchio è una tegola nell’ascesa sociale dell’istituto di vigilanza e sulla reputazione dell’imprenditore abile nel tessere la sua rete di conoscenze tra politici, uniformi e burocrati dello Stato.

Sul profilo Facebook dell’azienda scrive: «Preso atto della delicata vicenda e delle tante inesattezze che sono state dette e scritte, il Corpo Guardie di Città si chiude in un silenzio stampa che durerà fino al momento in cui si potrà e si dovrà fare chiarezza». Per una volta Bizzarri prende tempo in attesa di difendere, con gli avvocati, la sua creatura.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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