Finanza
Lucchesi subito presidente
Le prime parole: «L’obiettivo è trasformare il Pisa in un’attività imprenditoriale»
PISA. Da ieri mattina Carlo Battini non è più il presidente del Pisa: lo annuncia lo stesso club con una nota pubblicata sul suo sito. "A.C. Pisa 1909 comunica che in data odierna è stato completato l'iter di passaggio delle quote societarie.
Il nuovo assetto societario è dunque ora così composto: 80% alla nuova società holding rappresentata da Fabrizio Lucchesi, il 19% a Carlo Battini ed il restante 1% al Comitato dei tifosi "Vecchio Cuore Neroazzurro". Si precisa che Carlo Battini, a seguito della cessione, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente che è stata assunta dal Dott. Lucchesi".
PRIME MOSSE DI LUCCHESI. Il nuovo presidente, empolese, classe 1961, dà seguito così alla prima promessa fatta ai tifosi, ovvero che avrebbe dimostrato con i fatti di non essere un “alter ego” dello stesso Battini ovvero un “compratore di comodo” per nascondere alla città una prosecuzione dell’attività dirigenziale del vecchio padrone del club.
Lucchesi - che al momento è proprietario e amministratore unico del Pisa - è legale rappresentante della società Carrara holding con sede legale a Bologna, una Srl costituita il 7 luglio con lo scopo di acquistare la Carrarese: obiettivo che come tutti sanno sfumò in extremis, facendo probabilmente la fortuna del Pisa. Chi sono i soci ai quali conta di cedere la presidenza e le quote fra un mese-un mese e mezzo? Per ora non è dato saperlo con precisione, ma lo stesso dirigente, nell’assemblea con i tifosi, ha accennato a una catena di gioielli di Arezzo (le prime voci parlavano di Damiani, ieri si è saputo che si tratta di UnoAErre, una delle principali aziende al mondo nel settore) e a un grossista di prodotti petroliferi.
I DEBITI. L’esposizione debitoria del Pisa è, a quanto pare, spaventosa: qualcosa come 4 milioni di euro, compresa l’Iva da pagare nei prossimi giorni (in mancanza di questo adempimento sarebbero arrivati, fra l’altro, dei punti di penalizzazione, oltre che guai con la giustizia ordinaria). Il bilancio a giugno 2014, l’ultimo disponibile, parlava di un disavanzo di 1,2 milioni, poi c’è stata la sciagurata gestione economica dell’anno scorso: saldati i debiti con i tesserati sono rimasti tutti i contenziosi e i rapporti con i fornitori, mentre le partite attive erano fortemente intaccate dagli anticipi già spesi sulle varie sponsorizzazioni. Quest’estate per fortuna c’è stata una buon sforbiciata con i 750mila euro fatti risparmiare da Tomei con la partenza di Floriano in direzione Foggia; dopo essere subentrato, il nuovi direttore Cerminara ha concluso le rescissioni di Arma, Iori, Pellegrini e Beretta, facendo risparmiare al club altri 500mila euro abbondanti. I nuovi giocatori sono arrivati quasi tutti con i premi di valorizzazione (quindi a costo reale pari a zero) tranne 3-4 con contratti comunque bassi per la categoria (così come quelli di Cerminara e Favarin). Bassissimi anche gli ingaggi di altri giocatori ormai sfumati dopo avere atteso invano che Battini desse l’assenso a nuove operazioni.
I CONCORRENTI. Ora , a parte i debiti e la necessità di operare in tempi velocissimi sul mercato, ci sarà un altro problema da risolvere: il “risentimento” di chi aveva trattato con Battini pagando anche dei soldi per il Pisa. La cordata riconducibile alla Norda a quanto pare ha intenzione di rispettare l’appuntamento fissato oggi da un notaio, dove Battini non ci sarà; e la Ansap Service di Genova ha preannunciato pesanti azioni legali. Ma in entrambi i casi, per fortuna, sembra che la controparte sia Battini e non l’Ac Pisa 1909.
I PROGRAMMI. «L’obiettivo economico finanziario della nuova società - ha detto Lucchesi - è trasformare il Pisa in un’attività imprenditoriale». La programmazione pluriennale in effetti è stata un suo pallino anche da Dg, quando spiegava che mirare al risultato sportivo senza tener d’occhio il bilancio è insostenibile e quindi suicida nel medio-lungo termine: in effetti le sue due gestioni da titolare del mercato hanno visto un monte stipendi di poco superiore ai due milioni a stagione, raggiungendo una finale e una semifinale per la B, e nella seconda occasione pesò come un macigno il rifiuto di Battini di spendere 100mila euro a gennaio per prendere Arrighini. «L’obiettivo sportivo è la serie B», non come promessa per questa stagione ma come traguardo stabile “a regime”.
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