Il Tirreno

Pisa

Lucchesi ottiene il via libera dai tifosi

di Antonio Scuglia
Lucchesi ottiene il via libera dai tifosi

Assemblea-fiume sino all’una di notte, alla fine arriva la fumata bianca: stamani le firme dal notaio

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PISA. Carlo Battini ha venduto il Pisa a Fabrizio Lucchesi, che avrebbe alle spalle come finanziatori le ditte Damiani Gioielli e Osram (gruppo Siemens). E stamani è fissato l’appuntamento dal notaio. Ma ieri sera l’assemblea-fiume dei tifosi per dare il via libera all’operazione (sia pure con l’astensione sul “gradimento” morale) è stata drammatica e si è protratta sin quasi all’una di notte.

I CONCORRENTI. L’accordo (Battini si terrebbe il 20% delle quote ma resterebbe in società con un ruolo marginale) è stato già registrato in Camera di Commercio, necessitando però delle firme dal notaio - possibili già stamani, - sperando al contempo che né la società Ansap Service srl di Genova, che ha rivendicato i propri diritti con una nota del dottor Daniele Portale, né la Norda, facciano valere le loro ragioni con un’azione in tribunale, o se lo facessero si rivolgano solo direttamente a Battini e non alle quote societarie. La prima di questa cordate vanta infatti una prelazione già pagata (200mila euro) e - pare - un preaccordo; la seconda una lettera di intenti che avrebbe dovuto trasformarsi in contratto vero e proprio nella giornata di domani. Alla finestra c’è anche Venanzio Cipollitti, imprenditore italiano attivo in Florida (Usa)che ha proposto al sindaco un’amministrazione congiunta sino al 31 dicembre con un’opzione di acquisto.

I TIFOSI. Sembra dunque superata, almeno a livello di trattative, la pesante questione dei debiti “non mostrabili” ai compratori, che peraltro continua a terrorizzarci per i suoi possibili effetti a lungo termine. Ma per ora c’è da pensare al breve termine cioè alla necessità di costruire una squadra alla quale oggi, ad occhio e croce, mancano dieci elementi, a sole tre settimane dall’inizio del campionato. E ieri c’era un altro scoglio aguzzo da superare: il diritto di prelazione della città- vincolante ai fini della trattativa - , attraverso il Comitato vecchio cuore nerazzurro. Il direttivo del Comitato, e i gruppi della Curva Nord, anziché arrogarsi il diritto di decidere per tutti hanno giustamente convocato un’assemblea pubblica nella Sala auditorium adiacente al B&B hotel (ex accademia Palace) a Ospedaletto, dove assistemmo nel 2008 ai “saluti finali”, cioè alla fuga, di Covarelli e Scarpelloni, affinché decidesse la città.

«Lucchesi, - avvertivano ieri pomeriggio - verso la città se vuole presentarsi all'assemblea deve venire col primo intento di dire i nomi e le referenze di chi rappresenta in maniera tale che ognuno a quel punto sarà in grado di fare le proprie valutazioni riguardo ad un gradimento. Il suo progetto sportivo lo può presentare tranquillamente in seguito».

L’ASSEMBLEA. Ovviamente sono stati tantissimi i tifosi presenti: centinaia, con la sala del pur grande auditorium Nai’r Congressi (accanto al B&B Hotel, l’ex Accademia Palace di Ospedaletto) gramita, tantissima gente in piedi e decine rimaste fuori. E con essi l’avvocato Bottone - presidente del Comitato - e l’assessore allo sport Salvatore Sanzo.

Un’assemblea ricca di tensione, con anche una chiamata in diretta a Ruggeri per chiedergli se avrebbe potuto prendere il Pisa in D in caso di fallimento.

E intorno a mezzanotte, è arrivato a partecipare anche Lucchesi al quale è stata rinfacciata una eccessiva “discrezione” sui nomi dei finanziatori. Ma alla fine è arrivato il sì alla rinuncia degli stessi tifosi alla prelazione , e quanto al “gradimento” che ha una valenza morale importante ma non influisce sulla validità dell’acquisto, alla fine è arrivata una decisione di astensione nella quale ha pesato moltissimo il brillante passato dello stesso Lucchesi come Ds. Ora Lucchesi diventa presidente pro-tempore, pagando oltre due milioni di euro a Battini e rischiando il suo patrimonio personale accumulato in trent’anni di calcio, ma nei prossimi mesi i soci finanziatori lo dovrebbero raggiungere per formare anche un Cda oltre che il possibile passaggio del suo ruolo da presidente ad amministratore delegato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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