Sicurezza
Scotto, i bagni tornano ok «Ora il parco ai privati»
PISA. Quantomeno ora sono puliti. «Non sono belli, non lo sono mai stati - dice Paolo Ghezzi - ma certo ora sono utilizzabili». Quattro giorni, sono passati quattro giorni dalla denuncia del Tirreno,...
PISA. Quantomeno ora sono puliti. «Non sono belli, non lo sono mai stati - dice Paolo Ghezzi - ma certo ora sono utilizzabili». Quattro giorni, sono passati quattro giorni dalla denuncia del Tirreno, un racconto delle condizioni di sporcizia e abbandono in cui da tempo erano sprofondati i bagni del Giardino Scotto.
Lavandini affogati in pozze di acqua nera, sanitari e pavimenti sporchi, servizi igienici malfunzionanti. Le fotografie lo avevano fatto infuriare. «L’ho vissuta male - dice il vicesindaco - lo ammetto, soprattutto per il lavoro, le risorse e l’impegno che abbiamo speso in questi anni su questa grande area verde. Mi sarei aspettato una denuncia su tutto, ma che qui ci fosse un angolo di degrado no. Per questo mi sono arrabbiato con la ditta a cui abbiamo affidato l’appalto».
I tecnici di Euroambiente hanno impiegato due giorni per restituire dignità a un luogo che un po’ ne aveva perduta. «Sono al lavoro da martedì, sono stati molto veloci. Non abbiamo potuto imbiancare - dice Fabio Daole, architetto e dirigente del’ufficio ambiente -, sarebbe stato inutile: questi bagni sono vecchi, e quando furono realizzati nessuno si curò di isolare i soffitti. Ci sono piccole infiltrazioni, dovremo ristrutturare ai solai».
Solo il bagno degli uomini rimarrà utilizzabile, almeno per ora. E chi se ne servirà dovrà accontentarsi di un unico lavandino. «L’altro - continua il tecnico - lo abbiamo tolto, lo scarico è danneggiato». Stessa ragione per cui i servizi destinati alle donne rimarranno inaccessibili. Ma assessore e dirigente hanno deciso di non lasciare aperte le porte. «Se li lasciassimo aperti tornerebbero ad essere metà degli sbandati che lo hanno ridotto così finora. Potreste chiedere perché il custode non interviene. Ecco, non sempre questa gente usa le buone maniere», spiega Ghezzi, «la stessa ragione che ci ha convinti a tener chiusi i camminamenti superiori». «Per accedere ai bagni bisognerà chiedere la chiave al custode - spiega Daole - Stiamo pensando di dotarlo di un telefonino dove i visitatori del giardino potranno rintracciarlo». Ma il lavoro degli operai guidati da Roberto Candi, agronomo e direttore tecnico di Euroambiente, è andato oltre: liberati da spazzatura e piante infestanti anche i camminamenti superiori. «Ma il percorso romantico è accessibile solo con visite guidate o durante occasioni particolari». Così il Giardino Scotto è tornato ad essere quello che è dal 2008 ad oggi, una piccola oasi con 6mila metri quadrati rinata con un progetto di riqualificazione costato 2 milioni e che ha donato al parco nuovi spazi gioco, pergolati, opere d’arte, un’area mostre sotto i bastioni e una terrazza per i matrimoni. «Ora - annuncia Ghezzi - vorremmo bandire una gara per darla in gestione a un privato. Potrà utilizzare il bar e le terrazze come dehor per gli aperitivi, affittare gli spazi sotterranei. Insomma, farlo vivere. Naturalmente tenendo il parco aperto al pubblico».
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