Il Tirreno

Pisa

UNA TRAGEDIA MAI DIMENTICATA

di Sharon Braithwaite

SAN GIULIANO TERME. Bobo Rondelli ha dedicato il suo concerto di martedì scorso a Marina di Pisa a Domenico Marco Verdigi, il ragazzo di San Giuliano che 11 anni fa morì per salvare due bambini dall’a...

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SAN GIULIANO TERME. Bobo Rondelli ha dedicato il suo concerto di martedì scorso a Marina di Pisa a Domenico Marco Verdigi, il ragazzo di San Giuliano che 11 anni fa morì per salvare due bambini dall’annegamento. Un omaggio non casuale, visto che il giovane Verdigi morì proprio davanti a piazza Viviani e che tra nove giorni ricorrerà l’anniversario della sua morte. La tragedia avvenne il 21 agosto 2004. Marco si tuffò dagli scogli per salvare due ragazzini da morte certa. Il mare in tempesta non gli dette scampo, il suo corpo fu ritrovato dopo sette lunghi giorni. Aveva solo 23 anni. Alla sua memoria il presidente della Repubblica di allora, Carlo Azeglio Ciampi, conferì una medaglia d’oro al valor civile: un riconoscimento per un gesto così eroico. Nel novembre 2014, l’amministrazione comunale ha intitolato al giovane un largo, adiacente alla piazza marinese.

Un omaggio speciale. Centinaia di persone hanno assistito all’esibizione di Rondelli, nella prima serata di “Metarock al mare”. La sua performance è stata preceduta da quella del cantautore pisano Bernardo Sommani e della band rock-pop italiana Liv Charcot.  Il cantautore livornese, classe 1963, ha intrattenuto il pubblico con le sue canzoni più famose, comprese quelle di “Come i carnevali”, il suo ultimo album. Più di venti i brani che hanno fatto divertire il pubblico, insieme alla simpatia dell’ironico artista. Non sono mancati i riferimenti ai fatti recenti di cronaca e ai flussi di immigrati che in questi giorni approdano sulle nostre coste. «Mentre mangiavo un gelato e passeggiavo sul viale che si affaccia sul mare, ho visto per caso la stele dedicata a Marco Verdigi – ci spiega Bobo Rondelli, il giorno dopo il suo show –. Non conoscevo la sua storia, ho letto qualcosa su internet, mi ha toccato molto la sua vicenda. Era così giovane. Ho pensato subito alle decine di bambini che arrivano in Italia sui barconi e che non sopravvivono alla traversata. Credo che Marco avrebbe salvato quei due ragazzini in ogni caso, al di là del colore della pelle e della provenienza. Alla fine siamo tutti uguali». Quelle di Rondelli sono parole che vanno dritte al cuore. E pensare che i genitori di quei due bambini, oggi uomini grazie alla bontà e alla generosità di Marco, non hanno mai ringraziato la famiglia Verdigi. «Non mi sento di commentare questo dettaglio. Vorrei però mandare un saluto ai genitori di Marco. È vero, siamo tutti uguali. Ma i più grandi sono quelli che danno la vita agli altri».

Gli eroi di oggi e Janusk Korczak. “Come i carnevali”, il decimo album lanciato a marzo, è dedicato a Emanuel Carnevali, poeta fiorentino emigrato in America, ed ha visto la collaborazione di Francesco Bianconi dei Baustelle, Fabio Marchiori e Simone Padovani. Il disco trasuda di associazioni spontanee, di citazioni letterarie e cinematografiche, come in “Cielo in terra” e “La voglia matta”. «Le canzoni più belle sono quelle che vengono da sé, senza pensarci troppo – dice Rondelli –. E vedo che sono apprezzate anche dal pubblico». Spazio anche a riferimenti storici. L’ultima canzone del disco si intitola “maestro goldszmit”, cioè Korczak, pedagogo polacco autore di saggi come “Il diritto del bambino al rispetto”. Nel 1942 Korczak fu deportato nel campo di sterminio di Treblinka insieme ai bambini dell’orfanotrofio ebraico del ghetto di Varsavia, struttura che all’epoca dirigeva. «Avrebbe potuto salvarsi ma non lo fece, preferì rimanere con i bambini della sua scuola – dice Rondelli –. Un uomo gigantesco che ho voluto omaggiare con questo brano».

Il ringraziamento dei genitori di Verdigi. «Ci fa molto piacere la dedica di Bobo Rondelli a Marco – dice Andrea, il padre di Marco –. Ancora più sentita visto che tra pochi giorni ricorrerà l’undicesimo anniversario della morte». La generosità di Marco viene portata avanti dai genitori, tramite l’associazione che porta il suo nome e che devolve fondi a progetti per l’infanzia. «Il lavoro della nostra associazione va avanti, per sostenere i bambini in difficoltà – aggiunge Andrea Verdigi –. Purtroppo non ci rimane altro. Per fortuna la maggior parte dei progetti è andata a buon fine e li stiamo tuttora seguendo. Marco avrebbe voluto così».

Oggi si conclude “Metarock al mare”. La cantautrice catanese Carmen Consoli concluderà stasera la manifestazione. Prima di lei suoneranno i Betta Blues Society e i Sara dei Vetri. La cantante siciliana sta per pubblicare il suo nuovo disco “La signora del quinto piano #1522”, un progetto nato con l’associazione nazionale Telefono Rosa di cui Consoli è ambasciatrice. Nell’album c’è una canzone, “L’abitudine di tornare”, contro il femminicidio che Consoli canta con altre star italiane del calibro di Elisa, Emma, Nada, Gianna Nannini e Irene Grandi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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